
Da sinistra: Enrico Franceschi, Silvia Baldassarri, Francesco Rendine e Michelangelo Garofalo
Nel Pdl tira aria di cambiamento. Un’aria che si chiama “Vento di Libertà”. Questo il nome del movimento che si propone di rinnovare i metodi e i contenuti dell’agire politico del Popolo della Libertà a Ferrara, riducendo quella distanza dai cittadini che da tempo si sarebbe instaurata. E’ il consigliere Francesco Rendine, anima critica del Pdl estense, ad aver acceso ieri ufficialmente i riflettori su un movimento definito come “interno” al partito, salvo poi precisare che una parte minoritaria dei suoi aderenti non è nemmeno iscritta pur appartenendo a quell’area. “Qui non ci sono professionisti della politica né persone che hanno vissuto di politica – aggiunge – ma solo dei tecnici che, insieme, intendono far recuperare al Pdl la vicinanza alla popolazione”. Un requisito venuto a mancare in quanto “molti candidati non sono né espressione della gente, né del partito”, che non riuscirebbe a confrontarsi nemmeno al proprio interno dato che “non mi risulta – afferma Rendine – ci siano state convocazioni degli eletti”.
L’indice è puntato, nemmeno troppo timidamente, contro coordinatore e vice coordinatore provinciale, Alberto Balboni e Giorgio Dragotto, “rei” di aver instaurato una “diarchia” e uno scontro intestino basato “più sulle nomine e sulle candidature che sui principi della politica”. E allora ecco che il progetto “Vento di Libertà” intende riaprire il confronto stabilendo le linee guida e i temi determinanti sui quali ritiene necessario passare dalle chiacchiere ai fatti. Per ogni questione il movimento ha già individuato una propria figura di riferimento, un “tecnico” al quale fare affidamento: Chiara Bongiovanni per le politiche sociali, l’avvocato Monica Tartari per la giustizia, gli avvocati Silvia Baldassarri e Tiberio Savonuzzi per gli affari legali, mentre di sicurezza si occuperà Luciano Rubini, di organizzazione Enrico Franceschi, di sanità Massimo Pierpaoli e di sport e salute Michelangelo Garofalo.
La prima iniziativa pubblica del neonato movimento, da avviare assieme alla Lega Nord, riguarda le rendite catastali e le contestazioni mosse agli indici di rivalutazione comunicati dall’Agenzia del Territorio, che su richiesta dei comuni ha proceduto al nuovo classamento degli immobili. “Un aggiornamento – spiega Rendine – giustificato dalla stessa Agenzia del Territorio sulla base del miglioramento del contesto socio-economico e dell’arredo urbano delle zone interessate. Miglioramento che non mi risulta si sia verificato, ad esempio, nell’area della stazione”. Il primo passo di “Vento di Libertà” sarà raccogliere firme da consegnare al sindaco Tagliani invitandolo a chiedere all’Agenzia del Territorio l’annullamento degli atti. Contemporaneamente il movimento, grazie ai propri legali, fornirà un supporto ai cittadini di indirizzo all’eventuale ricorso da presentare. “Valuteremo inoltre – conclude Rendine – se esistono i presupposti giuridici che ci permettano di agire direttamente per far rendere nullo l’atto”.
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