Sab 22 Ott 2011 - 461 visite
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Le colpe del Molise

Gentile Redazione,

Spettabili Lettori,

In questi giorni sta infuriando una clamorosa -ma non del tutto inaspettata- polemica sui risultati delle elezioni Regionali in Molise.

Dai risultati definitivi ne esce un centrosinistra sconfitto per pochissimi voti: un penoso calo d’affluenza porta i votanti dal 65,09% della precedente tornata al 59,79% dell’attuale.

Il candidato del CSX Paolo di Laura Frattura esce sconfitto con il 46,15% (87.637 voti) dal candidato del CDX Michele Iorio con il 46,94% (89.142).

A fare da ago della bilancia, è giusto sottolinearlo è il candidato del Movimento 5 Stelle Antonio Federico con il suo notevole 5,60% e 10.650 voti, che se raffrontato è una enormità considerando il fatto che gli altri due candidati si presentavano in coalizione con all’interno ben 6 liste diverse.

Uno contro dodici.

Il putiferio nasce dall’analisi del voto, dove alcuni dirigenti del PD in questi giorni si stanno scatenando contro il Movimento 5 Stelle.

In particolare e degno di nota è quello di Dario Franceschini che punta il dito verso una presunta ‘alleanza’ tra i grillini e Berlusconi.

‘’Vince la destra grazie ai voti di Grillo’’

Non è nuova questa assurda strategia del PD, si accusa l’avversario di favorirne un altro ‘rubando’ voti a loro stessi… Ed è un comportamento che mostra chiaramente la deriva intellettuale di un paese legato più agli scambi piuttosto che ai programmi. Per farla semplice, è come se in una corsa di Formula 1, la McLaren essendo terza accusasse la Renault seconda di aver fatto un tappo e di aver lasciato vincere la Ferrari. Oppure come ho già proposto in un commento, come avere un frigo pieno di yogurt, lasciare la porta aperta e incolpare il produttore del frigo se vanno a male!

E’ una strana analisi quella della stragrande maggioranza di dirigenti PD e anche di elettori, allertati e ampiamente disinformati dai propri quotidiani. E’ strana perché oltre a tutto il discorso palesemente lesivo della dignità elettorale della gente (tutti sono in grado di capire cosa fare e quando farlo) tace gravemente su un aspetto: il candidato Di Laura Frattura è un ex di Forza Italia. Ovvero la sinistra che agita il dito contro un Movimento 5 Stelle (fatto di ragazzi che prestano il loro apporto gratuitamente per pura passione civica e l’accusa di apparentamenti e favoritismo verso Berlusconi), è proprio quella che propone come candidato un ex fedelissimo di Berlusconi.

Si dà del cornuto all’asino essendo il bue.

In più, nonostante la debacle di governance, tace sul fatto che l’On.DiPietro nel ”dramma” della sconfitta è riuscito a fare sedere in Regione il proprio figlio.

Eh si, cari signori, dopo il Trota avremo il Cefalo.

Tipico esempio di Casta italiana.

E allora impallidisco quando vedo l’intervento di Franceschini, perché come ho già detto, non soltanto è narciso ed ostinatamente inadeguato alla realtà dei fatti ma è pure offensivo della dignità di quelle diecimila persone che hanno scelto il giovane Federico come proprio candidato.

Credo che dopo un’analisi del genere, e tutta la pubblicità che la stampa sta facendo a questi comportamenti antidemocratici, il PD si debba guardare non solo dallo spettro dell’astensionismo, ma anche della defezione sempre più copiosa dei propri iscritti, perché non solo non propone un programma credibile (se esiste), ma fa della sua politica l’antiberlusconismo più spinto senza contare ciò che sta emergendo dal nulla. Per fortuna che si tratta solo di un pezzo di partito, perchè anche tra le fila del PD (sono pochi ma ci sono)  esiste chi fa autocritica e analizza la propria sconfitta da un punto di vista programmatico e d’immagine nell’aver candidato un ”ex nemico”. E facendosi un giro sui commenti dei vari quotidiani di sinistra, si vede che la gente ha mangiato la foglia, ormai queste sono tecniche vecchie, volte a celare un armadio probabilmente pieno di spettri quanto quello della destra.

Matteo Benetti, Ferrara

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