Politica
12 Ottobre 2011
Il politico ferrarese avrebbe agevolato una pratica per denaro

Lodi in aula per corruzione

di Marco Zavagli | 2 min

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Udienza filtro questa mattina per Simone Lodi. Il consigliere comunale del gruppo misto a Ferrara (ex An ed ex Fli) è imputato per corruzione. I fatti risalirebbero al 2008. Al politico ferrarese è contestato l’aver favorito il via libera in commissione edilizia di una pratica, una richiesta di edificabilità di un terreno agricolo nelle periferia sud di Ferrara, che passò poi il vaglio del consiglio (votazione alla quale Lodi non era presente). Secondo l’accusa il consigliere avrebbe agito dietro la promessa di una tangente di 4mila euro.

Mazzetta che gli sarebbe stata pagata da Alessandro Rizzo, intestatario dell’immobile “agevolato”, che ha già patteggiato in udienza preliminare la pena di 4 mesi. Una scelta processuale dovuta, come giustificò in aula il difensore, non all’ammissione di presunte responsabilità ma solo per motivi di salute e chiudere così in fretta il processo a suo carico.

Lodi – così come Rizzo – è accusato da suo fratello, che parlò della presunta corruzione ai carabinieri di Ferrara. Il pregresso dell’odierno processo aveva visto il consigliere oggetto di una richiesta di arresto da parte del pm Patrizia Castaldini nel febbraio 2010. La misura venne poi negata dal gip e successivamente dal tribunale del Riesame.

Ora il politico imputato, difeso dall’avvocato Francesco Andriulli, dovrà difendersi nel dibattimento che inizierà a metà marzo. Oggi sono stati ammessi i testimoni delle parti (una ventina per la difesa) e sono state richieste le trascrizioni delle intercettazioni che accuserebbero Lodi.

“Tengo a precisare – puntualizza al termine dell’udienza il consigliere – che tra queste non ce n’è una sola a mio carico. Le uniche sono le due intercettazioni ambientali effettuate in casa di mio fratello, che risalgono al febbraio 2009”. Proprio su queste si è discusso in tribunale sulla loro ammissibilità o meno ai fini del giudizio. Il giudice Matellini si è riservato di decidere in corso di dibattimento.

Accolta anche la produzione da parte della difesa di due intercettazioni non entrate nel fascicolo del pm, registrate il girono del presunto pagamento della mazzetta.

Alla prossima udienza verranno sentiti il capitano dei carabinieri Giuseppe Aloisi che svolse le indagini e il fratello di Lodi.

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