Lite fuori da un bar del centro, il Questore firma tre “Daspo Willy”
Tre "Daspo Willy" sono stati emessi dal Questore di Ferrara nei confronti di altrettanti soggetti coinvolti in una lite avvenuta all’esterno di un locale del centro cittadino
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“Una scelta dolorosa ma necessaria”. Il dolore è quello che provooca in una madre, in una sorella, in una moglie e in una figlia la vista del volto insanguinato del proprio caro. La necessità è quella che i loro sforzi per ottenere verità e giustizia non vengano vanificati.
Loro sono Patrizia Moretti, Ilaria Cucchi, Lucia Uva e Domenica Ferrulli. I cadaveri raffigurati nelle foto appese questa mattina davanti a Montecitorio sono quelli di Federico, Stefano, Giuseppe e Michele. L’occasione è il sit in contro il ddl intercettazioni, che doveva essere discusso alla camera dei deputati.
“Legge bavaglio, processo lungo, processo breve, intercettazioni. Tutti falsi problemi – dicono le quattro ‘donne coraggio’ -, figli di una tanto imbarazzante quanto grande ipocrisia, dietro la quale di nasconde, e nemmeno bene, la volontà di coloro che abusano del loro potere a danno dei cittadini di farlo in silenzio, di nascosto ed impunemente”.
Le quattro donne hanno provato anche ad entrare in Transatlantico con i manifesti dei loro lutti, ma il servizio di sicurezza non ha ammesso deroghe. A patrizia, Ilaria, Lucia e Domenica non è rimasto altro quindi che continuare a mostrare a manifestanti e passanti quelle foto. “I processi e le cause sono ormai insostenibili per qualsiasi famiglia normale – spiegano -. Si muore in tribunale, si muore per la giustizia, si muore in carcere e in qualunque strada, si muore di carcere. E i problemi per i nostri politici sono le intercettazioni dei festini e delle escort. Siamo indignate, addolorate, offese e abbiamo bisogno di tornare a credere in uno Stato, che sembra ignorare noi e le esigenze di tutti i cittadini normali che hanno bisogno della giustizia”.
“Mostrare quelle foto – conclude Patrizia Moretti – è uno schiaffo. In primis per noi. Ma è l’unico modo per farci sentire”.
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