Donna morta in stazione. Ieri l’autopsia, ora tossicologici e analisi Dna
È stata eseguita ieri (8 settembre), nel tardo pomeriggio, l'autopsia sul corpo della donna trovata morta venerdì 4 settembre nella zona della stazione ferroviaria di Ferrara
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Dopo anni di rincari, le imprese agroalimentari ferraresi sono costrette a reinventarsi per difendere margini, occupazione e qualità dei prodotti
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Il 60enne è rimasto con un piede incastrato sotto la moto e ha sbattuto la testa. Immediata la chiamata al 118 dei gestori. L'uomo non è in gravi condizioni
Coronella. “L’ho visto attraversare all’improvviso i binari con la fresatrice in spalla. Si è girato solo da una parte”. Dall’altra arrivava l’Eurostar 9463 Venezia-Firenza. Che lo travolse. Morì così Adis Masinovic, giovane bosniaco di 21 anni, residente a Treviso, investito il 22 aprile del 2008 proprio durante il suo primo giorno di lavoro in cantiere, in prossimità della stazione di Coronella.
Per verificare se nel cantiere furono rispettate tutte le normative sulla sicurezza, oggi a processo per omicidio colposo ci sono sei persone. Si tratta di Gabriele Andrighetti, ex ingegnere capo della Provincia (ente appaltante), l’ingegner Luca Benini, coordinatore per la sicurezza della Provincia, Sebastian De Luca Picione e Carmine D’Orzo della Cogeap di Napoli (ditta vincitrice dell’appalto), Marilena Carlet e Alessio Ortolan della Maeg di Treviso (per cui Masinovic lavorava).
L’operaio stava lavorando nel cantiere di una ditta trevigiana incaricata di realizzare un cavalcavia per la Cispadana. Mentre stava attraversando i binari portando a braccia una fresatrice, non si accorse dell’arrivo del treno che procedeva a tutta velocità.
Ieri in udienza sono stati sentiti i primi testi del pm. Davanti al pm Alessandro Rossetti hanno deposto i due agenti Polfer intervenuti sul luogo della tragedia, il responsabile del dipartimento ferrovie, il macchinista (che racconta di averlo visto attraversare all’improvviso i binari) ed è stato acquisito il cronotachigrafo del treno, una specie di “scatola nera” che registra la velocità del convoglio.
Al momento dell’impatto il treno viaggiava a 155 km/h. In frenata percorse 700 metri. Secondo i testi di ieri l’evento fu imprevedibile e la disattenzione di Adis gli fu fatale. Testimonianze concordanti che hanno spinto uno degli avvocati della difesa, Alberto Bova (che assiste Andrighetti), a chiedere al tribunale di by-passare le successive audizioni testi e andare direttamente a sentenza. Richiesta respinta dal giudice Diego Matellini, che a marzo proseguirà sentendo altri operai del cantiere (tra cui il fratello gemello della vittima) e i tecnici dell’Ausl.
Il processo aveva già visto nel corso dell’udienza filtro l’estromissione delle parti civili, che avevano accettato la proposta di risarcimento ai familiari (la madre e il fratello gemello di Adis) avanzata dalle compagnie di assicurazione delle due aziende edili.
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