Donna morta in stazione. Ieri l’autopsia, ora tossicologici e analisi Dna
È stata eseguita ieri (8 settembre), nel tardo pomeriggio, l'autopsia sul corpo della donna trovata morta venerdì 4 settembre nella zona della stazione ferroviaria di Ferrara
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Patrizia Moretti con Ilaria Cucchi e Lucia Uva
A sei anni dalla morte di Federico Aldrovandi si terrà a Ferrara un incontro sull’assenza del reato di tortura nel sistema penale italiano. Il 25 settembre 2005, giorno della tragica scomparsa del ragazzo in via Ippodromo, nella sala Estense, a partire dalle ore 20, è previsto l’incontro dal titolo “Il reato invisibile. La tortura: una lacuna nella legge italiana”.
Interverranno Luigi Manconi, ex sottosegretario alla Giustizia nel secondo governo Prodi; Lorenzo Guadagnucci, giornalista tra i fondatori del Comitato Verità e Giustizia per Genova; Mauro De Marchi, ex funzionario di polizia. Con loro le quattro “donne coraggio” accomunate dall’aver patito la morte di un congiunto in occasione di controlli o fermi di polizia: Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi; Ilaria Cucchi, sorella di Stefano; Lucia Uva, sorella di Giuseppe; Domenica Ferrulli, figlia di Michele. E infine Fabio Anselmo, avvocato ferrarese che si è occupato dei casi giudiziari riguardanti quelle morti. Modera il dibattito Filippo Vendemmiati, giornalista di Rai3, autore del film documentario sul caso Aldrovandi “È stato morto un ragazzo”, premiato con il David di Donatello.
Al termine di terrà un sit-in in via Ippodromo.
Intanto, prima ancora del 25 settembre, è la madre a ricordare Federico dalle pagine del suo blog. “Sei anni, sono passati sei anni. Federico ci manchi sempre di più. Dovunque tu sia e ovunque andiamo noi – scrive Patrizia Moretti -. Pensare a come saresti. Mi sembravi grande e invece sei rimasto un ragazzino, senza la possibilità di crescere e vedere il mondo. Spero che tu sia ovunque ti piaccia. Che tu veda e senta tutto. Noi che ti vogliamo bene parleremo sempre per te, siamo la tua voce”.
La donna ricorda poi il percorso giudiziario da allora fino ad oggi. “Ci sono state due sentenze, condanna del primo giudice e conferma di condanna da parte della Corte d’Appello. Conseguenze per i responsabili? ancora no. Ma hanno picchiato a lungo, hanno continuato a infierire anche quando eri a terra inerme, anche quando chiedevi aiuto. Non riesco a dire di più fa troppo male anche parlarne”.
Questa “violenza gratuita – aggiunge la Moretti -, che troppo spesso è arrivata fino all’omicidio”, sarà il tema del 25 settembre alla sala Estense in piazza municipale a Ferrara.
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