Lite fuori da un bar del centro, il Questore firma tre “Daspo Willy”
Tre "Daspo Willy" sono stati emessi dal Questore di Ferrara nei confronti di altrettanti soggetti coinvolti in una lite avvenuta all’esterno di un locale del centro cittadino
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Tredici pagine, 8 capitoli e 37 paragrafi per dire al Comune di Ferrara di correggere il tiro sulle proprie finanze. È la delibera della sezione regionale della Corte dei Conti, depositata in cancelleria lo scorso 28 luglio e fatta recapitare alcuni gironi fa ai consiglieri comunali.
Tredici pagine non proprio gratificanti per l’operato della giunta nell’anno 2009. Il documento dell’organo di vigilanza contabile riguarda infatti il rendiconto di quell’anno, quando assessore al bilancio era Roberto Polastri.
Dall’esito dell’istruttoria non emergono comunque “gravi irregolarità” suscettibili di intervento da parte della Corte, anche se i magistrati Massimo Romano, Ugo Marchetti e Maria Teresa D’Urso segnalano “la presenza di criticità/irregolarità rilevate dai dati contabili trasmessi, che, pur non generando, allo stato, ricadute pericolose sul rendiconto 2009, vanno attentamente vagliate nella gestione del bilancio degli esercizi futuri”.
Il riferimento è ad alcuni punti di bilancio sui quali la Corte dei Conti storce il naso: risultato di amministrazione, indebitamento, organismi partecipati, conto economico e conto del patrimonio.
Quanto al primo punto i giudici fanno presente che nel 2009 il bilancio ha avuto segno positivo grazie “all’applicazione dell’avanzo di amministrazione del precedente esercizio”, il 2008, “alla parte corrente del bilancio”, escamotage che “può rappresentare sintomo di precarietà per la tenuta degli equilibri”. Sul punto la Corte si limita a raccomandare “una particolare attenzione nella gestione degli esercizi futuri”.
Altro punto controverso è l’impiego di entrate da permessi edilizi per finanziare la spesa corrente oltre il limite consentito, che “costituisce una irregolarità contabile”. Quanto alle entrate previste attraverso le multe (per violazioni al codice della strada), la delibera chiede di “indicare la destinazione puntuale delle risorse” in una delibera della giunta ad hoc, cosa che non era stata fatta e quindi marchiata come operazione di “irregolarità contabile” anch’essa.
Vengono poi i debiti fuori bilancio, la cui presenza, stimata in via prudenziale superiore all’1%, “suggerisce per il futuro un attento monitoraggio delle relative cause”.
Un altro punto caldo sono i “derivati”, oggetto di diverse polemiche in consiglio comunale: il Comune non avrebbe allegato la relativa nota al bilancio da cui risultino “gli oneri e gli impegni finanziari derivanti da tale attività”, fatto che “rappresenta una violazione di legge”.
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