Donna morta in stazione. Ieri l’autopsia, ora tossicologici e analisi Dna
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Da sinistra, Enrico Caruso, Davide Guida ed Enzo Sichenz
Sono “tre personaggi di grosso calibro” quelli arrestati ieri pomeriggio dalle volanti della polizia nel corso di una rapina alla filiale Carife di corso Porta Mare. Lo afferma lo stesso questore di Ferrara Luigi Mauriello nel corso di una conferenza stampa indetta in mattinata per consegnare alla stampa i dettagli dell’operazione.
Di più. “Si tratta dei cosiddetti ‘pendolari della rapina’ – continua il numero uno di Palazzo Camerini -, provenienti dai quartieri di Scampia e abituati a muoversi in treno per poi colpire di città in città”.
A fermarli è stata la stessa pattuglia che quattro settimane fa arrestò in flagranza altri due malviventi. L’operazione lampo è partita esattamente alle 3.25. A quell’ora un dipendente era riuscito a dare l’allarme. Intanto in Porta Mare i tre, inizialmente coperti da berrettino e fazzoletto, erano riusciti a entrare nella filiale. Una volta dentro si sono calati improvvisati passamontagna in nylon sulla faccia e uno dei tre ha estratto un cutter.
All’interno c’erano sette persone tra clienti e dipendenti. I banditi si sono fatti consegnare contanti, assegni e anche monetine con i quali hanno riempito una borsa da computer portatile (gli agenti vi troveranno 13mila euro in contanti e assegni per oltre 9mila). Poi, fattisi digitare il codice della cassa a tempo, hanno iniziato ad attendere i 15 minuti previsti per l’apertura.
Troppi per loro, visto che – cronometro alla mano – la prima pattuglia, che al momento dell’allarme si trovava in via Pomposa, è arrivata sul posto in poco meno di un minuto. Nel giro di quattro minuti sono arrivate altre due volanti con i rispettivi equipaggi per circondare l’istituto di credito.
L’accerchiamento è stato subito notato anche all’interno della banca. A quel punto i malviventi, professionisti navigati, hanno capito che per loro non c’era via di scampo. Hanno fatto uscire la direttrice di filiale con il messaggio per la polizia: “è nostra volontà arrenderci senza esercitare reazioni o violenza”.
A quel punto dall’esterno, con il megafono, la polizia ha ordinato ai tre di distendersi a terra con le mani dietro la nuca. Una volta sicuri che non vi fosse pericolo per clienti e personale, gli agenti hanno fatto irruzione ammanettando i tre. Un sopralluogo presso la stanza dove i rapinatori erano entrati durante la rapina ha permesso di rinvenire un rudimentale cutter e la borsa del “bottino”. Sono stati inoltre rinvenuti, nel corridoio adiacente, due berretti con visiera, due paia di occhiali, due pezzi di stoffa nera annodati e nove fascette di plastica bianca da elettricista. La refurtiva è stata riconsegnata alla direttrice della filiale.
Per una dipendente, colpita da un attacco di panico, è stata fatta arrivare un’ambulanza a scopo precauzionale.
Per i tre sono partiti gli accertamenti di rito: trasferimento i questura, identificazione e reclusione all’Arginone. Si tratta di Enrico Caruso, 33 anni, del coetaneo Davide Guida e di Enzo Sichenz.
Tutti vantano precedenti di polizia. In particolare Caruso era stato arrestato per una rapina con sequestro di persona compiuta a Collecchio, in provincia di Parma. Guida è già stato recluso nelle carceri di Venezia, Lucera (Fg), Arezzo e Alessandria per reati contro il patrimonio e si trovava in libertà vigilata. Per Sichenz precedenti per furto e rapina. Lui e Caruso erano usciti di prigione grazie all’indulto del 2006.
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