I cittadini si recavano ai seggi per il voto del referendum costituzionale del 25 /26 giugno 2006. Poliziotti e vigili urbani controllavano il normale svolgersi delle operazioni di voto. Il giorno dopo però, una trentina di loro (29 sono quelli che risultano dagli esami dell’Asl) accusò i sintomi di una intossicazione alimentare.
Tutti coloro che consumarono “in trasferta” i pasti della mensa della Polizia di Stato, della caserma Bevilacqua durante il lavoro accusarono il malore. Quindici finirono in ospedale (alcuni ricevettero una prognosi di 15 giorni, in un caso ci furono complicazioni e le cure durarono tre mesi). Da quanto si apprenderà successivamente, la colpa sarebbe da attribuire al cattivo stato di conservazione della carne bianca del pasto, del tacchino.
Per quell’episodio sono imputati Paolo Cozzi e Alessandro Bergamini, legale rappresentante e addetto alla qualità della ditta Coges di Padova. Per quest’ultimo il difensore ha chiesto il non luogo a procedere, dal momento che all’epoca dei fatti non era responsabile del settore alimentazione come invece risulta nel capo di imputazione. Il giudice Silvia Giorgi si è riservata la decisione.
In aula, interrogati dal pm Simionati, sono intervenuti ieri come testimoni due ispettori dei Nas che acquisirono la documentazione. Secondo quanto esaminarono, le condizioni igienico-sanitarie della mensa erano carenti e mancavano gli abbattitori di temperatura necessari alla conservazione delle pietanze. Non vennero effettuati “pasti test” e i cibi venivano trasportati in contenitori nnon appropriati.
L’udienza è stata aggiornata a dicembre per continuare l’esame dei testi dell’accusa. Una decina di agenti si sono costituiti parte civile attraverso gli avvocati Vinci e Longobucco.
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