“Aumento insopportabile”. Bolla così la Cisl di Ferrara la decisione della Provincia di aumentare di quasi quattro punti percentuali l’aliquota Rc auto. Una decisione che non può essere giustificata con la scusa del federalismo fiscale come ha fatto la presidente Marcella Zappaterra. “È un fatto che la Cisl non può accettare – grida il segretario Paolo Baiamonte -, perché abbiamo sempre affermato che il federalismo non può essere pagato dal cittadino con l’aumento delle tasse locali e quindi è la politica a doversi far carico di questo principio”.
Non solo. “Immaginare poi che si possa accettare l’aumento della tassa auto con la giustificazione che è necessario intervenire sugli edifici scolastici è oltremodo strumentale e demagogico”. Il sindacato aveva discusso con la Provincia, in sede di bilancio di previsione 2011 e, “nonostante i tagli già preannunciati, nessuno ci ha detto che si sarebbe proposto l’aumento delle tasse in corso d’opera: oggi lo apprendiamo dai giornali”.
L’imposta provinciale sull’assicurazione delle automobili passerà dal 12,5% al 16%, generando un maggiore gettito per le casse della provincia di ben 600mila euro all’anno. Se si tiene conto, inoltre, del fatto che i premi assicurativi sono aumentati mediamente del 20%, l’aumento dichiarato del 3,5% nei fatti diventa del 4,2%. “Sappiamo tutti – rimarca la Cisl -, che il federalismo fiscale, dopo la battuta iniziale della Lega Nord che ha posto il problema, sia oggi una linea politica condivisa da tutte le forze politiche e che tutte le forze politiche, fin’ora hanno affermato che la riforma doveva avvenire senza aumento della pressione fiscale sui cittadini. Il problema resta sempre quello dell’etica della coerenza e delle responsabilità”.
E mentre la delibera (che innalza l’aliquota della RC auto nella misura massima consentita del 3,5%) sta per passare dal vaglio del consiglio, che ne discuterà proprio questa mattina, il consigliere provinciale di Per Noi, Davide Verri, fa notare come “da agosto i cittadini, già vessati dalla notevole tassazione, pressati dalla crisi economica e da altre mille difficoltà, vedranno salire ancora i premi che le varie compagnie assicurative avevano appena provveduto a ritoccare”.
Una “beffa”, secondo il consigliere. Anche perché il Decreto legislativo n. 68 del 27 maggio 2011 – il secondo decreto attuativo del Federalismo fiscale – prevede che le regioni a statuto ordinario e le province acquisiscano, dal 2012, una nuova e più ampia autonomia di entrata attraverso l’aumento dell’imposta provinciale di trascrizione(IPT), dell’addizionale all’accisa sull’energia elettrica, della tassa automobilistica regionale(bollo auto) e della imposta sulla RC auto “che la nostra provincia – aggiunge Verri -, con grande solerzia, ha anticipato al 2011. Il provvedimento non avrà alcun effetto benefico sull’articolazione del bilancio, né sugli investimenti come si vuol, pretestuosamente, far credere; causerà, semmai, riflessi negativi su quello delle famiglie e, in generale, contribuirà alla contrazione dei consumi mortificando i timidi segnali di ripresa economica ed industriale che il nostro territorio sta registrando”
“Nel momento in cui tutti i più grandi economisti invitano il Governo a ridurre la tassazione per liberare l’economia e dare sostegno alla ripresa – fa notare Per Noi -, l’amministrazione provinciale formula la sua ricetta per il futuro: alzare al massimo le imposte locali ed inasprire le sanzioni con i tutor per ripianare i bilanci”.
Sul punto interviene anche il Comitato Paglierini, che lamenta il contrasto tra la vessazione della Provincia e il fatto che “poi mancano sempre i fondi per la sicurezza stradale”. Addirittura le Regioni “fanno il pieno coi bolli auto. La nostra, per esempio, incassa nel 2011 610milioni di euro, 460milioni di euro dai bolli e 150milioni di euro dalle accise sulle benzine. Senza avere neppure un cm di strade di propria diretta competenza. E nessuno si lamenta o protesta”.
Tra le decine di commenti giunti dai lettori di Estense.com, poi si sottolinea come “l’auto per la maggior parte degli automobilisti non è un lusso o uno status symbol, ma un mezzo di lavoro necessario per sopperire alle carenze dei trasporti”. Chi la chiama “tassa ingiusta, antidemocratica, conservatrice e reazionaria” fa anche i conti in tasca a chi ha deciso questo ulteriore aumento: “io sono operaio a 1200 euro al mese, una Fiat Punto del 1995, pago di Rca 680 euro l’anno. La presidente della Provincia prende oltre 6000 euro al mese. Ammettiamo che abbia anche lei una Fiat Punto del 1995 e paghi di Rca 680 euro. Perché con la nostra differenza di reddito dobbiamo contribuire in ugual modo al risanamento dell’edilizia scolastica? Quest’aumento a lei fa solletico e a me fa piangere”.
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