Cronaca
21 Giugno 2011
Dopo sette anni di inchiesta e due di processo si chiude la fase istruttoria

Solvay, la sentenza entro fine anno

di Marco Zavagli | 2 min

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Dopo sette anni di inchiesta e due di processo il processo Solvay si avvia alla conclusione. Ieri si è ufficialmente chiusa la fase dibattimentale con il rigetto da parte del giudice Diego Matellini delle istanze dell’accusa che chiedevano di poter sentire in aula i vertici dello Yarc (chiamati in causa dai consulenti della difesa, secondo i quali la prova della correlazione tra epatocarcinoma, sofferto dai due ex autoclavisti costituitosi parti civili, Cipro Mazzoni e Michele Mantoan, non sarebbe provata proprio per la natura dello studio, epidemiologico e non scientifico).

Dalla prossima udienza si entra nella fase della discussione. Il 17 ottobre inizierà con una breve dichiarazione spontanea di Cyryll Van Lierde, uno dei sei ex manager Solvay imputato (assieme a Claude Yves Marcel Loutrel, August Arthur Gosselin, Michael Gerard Davis, William Arthur Banes e Pierre Vigneron) di lesioni gravi e omissione di protezioni sul lavoro.

Dopo toccherà alla pm Ombretta Volta esporre la propria requisitoria. Che terminerà verosimilmente il 31 ottobre, insieme alle arringhe delle parti civili (Legambiente, Comune e Provincia di Ferrara e sindacati dei chimici). Le difese avranno il loro turno il 14 e 28 novembre. se necessario potranno usufruire di un’ulteriore udienza fissata per il 19 dicembre. Poi la sentenza.

“È stata un’istruttoria approfondita, seria ed esaustiva – commenta a margine l’avvocato Dario Bolognesi per Solvay -. La decisione del giudice di rigettare le istanze è stata giusta, dal momento che tutte le parti hanno potuto sviscerare l’argomento attraverso i propri periti”.

Non è dello stesso avviso David Zanforlini di Legambiente, secondo il quale “sarebbe stato opportuno sentire i dirigenti dello Yarc sulle obiezioni mosse al loro lavoro”. Anche perché “in questo processo si è criticata un’istituzione, come appunto lo Yarc, la cui fama e autorevolezza sono riconosciute in tutto il mondo”.

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