Sono in corso le ricerche di Emanuela Gennari, 68 anni, residente a Portomaggiore, che si è allontanata a piedi dalla propria abitazione nella mattinata di oggi, domenica 14 giugno, senza farvi ritorno
Dal Parco Abbaziale di Pomposa è decollata ufficialmente l’edizione 2026 di “Città dell’Aria”, il progetto filatelico internazionale promosso da Poste della Repubblica di San Marino che quest’anno rende omaggio a due simboli del territorio codigorese: l’Abbazia di Pomposa e l’aviosuperficie di Valle Gaffaro
"Perdere fa male. Sarebbe ipocrita dire il contrario". Parte da qui la riflessione di Michele Farinelli, segretario del Partito Democratico di Comacchio, all’indomani della sconfitta elettorale del centrosinistra alle amministrative
La ricerca Samcro coordinata dal professor Guardigli e presentata al congresso mondiale EuroPcr di Parigi finisce su una delle più autorevoli riviste scientifiche
Piazza del Popolo gremita per gli antichi giochi di piazza della 47esima edizione
Il giornalista Antonio Mazzeo
“Mafioso, mafioso, mafioso”. Vittorio Sgarbi per una volta ha fatto rimpiangere l’ormai classico epiteto “capra” con cui è solito zittire gli interlocutori nei talk show televisivi. Questa volta la platea era quella del FilmFest, la 57ª rassegna cinematografica di Taormina.
Invitato per una relazione su “L’arte e la cultura in una società senza valori”, il critico ferrarese si è lanciato in un’apologia della Sicilia libera dalla criminalità organizzata (“non c’è quasi più, serve a pontificare l’antimafia”). A un certo punto l’intervento di Sgarbi è stato interrotto da Antonio Mazzeo, giornalista siciliano autore del libro “I Padrini del Ponte”, che gli è valso il premio giornalistico nazionale Giorgio Bassani, indetto da Italia Nostra e consegnato proprio a Ferrara (vaiall’articolohttp://www.estense.com/?p=102510), in riconoscimento ai “suoi interventi coraggiosi in difesa del paesaggio e della legalità”.Mazzeo ha gridato al relatore di vergognarsi per le parole che diceva. Tanto è bastato a Sgarbi per reagire e dare per tre volte del “mafioso” al giornalista.
“Si è tratto di uno show – afferma Mazzeo – in cui sono state messe sotto tiro le maggiori istituzioni e i soggetti in prima linea in Sicilia nella lotta contro la mafia (magistrati, prefetti, forze dell’ordine, ecc.), dove le affermazioni più ricorrenti sono state che “In Sicilia ormai la mafia non esiste più”, che “la vera mafia è lo Stato” e che “l’antimafia è peggio della mafia ed è ostacolo dello sviluppo dell’isola””.
In realtà l’intervento di Sgarbi è stato più articolato, teso a sorpassare il cliché del boss con coppola e lupara. Nel corso della prolusione poi il critico è effettivamente andato oltre, per arrivare a dire che “quando un magistrato o un questore stabilisce di verificare gli atti per vedere le infiltrazioni mafiose, quello è il peggio della mafia”.
Qui si è scatenata la polemica. Che, a sentire Mazzeo, continuerà in tribunale. “Ho già dato mandato ai miei legali di sporgere querela nei confronti del sindaco-polemista” conferma il giornalista, che sottolinea come “ad aggravare le mistificanti affermazioni del noto polemista, va sottolineato il suo ruolo istituzionale come sindaco del comune siciliano di Salemi (Trapani) e il fatto che sono avvenute nell’ambito di una kermesse cinematografica organizzata e quasi interamente finanziata con denaro pubblico (Regione siciliana, Provincia di Messina, Comuni di Messina e Taormina, Unione europea), all’interno della sezione Campus (patrocinata dal ministero della Gioventù) e a cui partecipavano centinaia di studenti universitari e liceali, critici cinematografici, giornalisti della stampa internazionale, ecc…”.
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