Copparo. Possono gioire sia gli assolti che i condannati: una volta adito il secondo grado di giudizio, la scure della prescrizione chiuderà il conto. Assume i toni di una pura formalità la sentenza emessa ieri dal tribunale di Ferrara. Che ha emesso tre condanne per l’operazione Paddock.
L’accusa è che avessero messo in piedi un’organizzazione con il fine di smaltire rifiuti pericolosi. Una vicenda che ormai risale a diversi anni fa, per la precisione al periodo che va da settembre 2002 a tutto dicembre 2003. Per i fatti avvenuti in quell’epoca erano imputati Alessandro Zoffoli detto ‘Davide’, Roberto Zoffoli, Angelo Beccalossi, Andrea Nanetti e Roberto Marchi.
Tutto ruota attorno alla Zoffoli Metalli di Tamara di Copparo, una delle più forti aziende del ferrarese, che recupera dai cavi elettrici i fili di rame. Il risultato finale di questa operazione lascia come prodotto di scarto la ‘gommina’, un rifiuto che dovrebbe essere smaltito in discariche autorizzate. All’epoca però era d’uso mettere la ‘gommina’ negli ippodromi o nei maneggi per rendere più morbido il terreno e agevolare lo sgambamento dei cavalli. L’accusa iniziale è che la Zoffoli avesse scaricato tale materiale in ben 45 maneggi in Toscana, ma successive indagini hanno indotto la stessa accusa a chiedere di tenere in considerazione solo 15 di questi casi. Tali indagini avrebbero riscontrato anche la presenza, in un paio di casi, di rame e soprattutto piombo, ritenuto anch’esso pericoloso.
In processo si sono costituiti parti civili l’Avvocatura dello Stato e la Regione Toscana, che avevano chiesto rispettivamente 320mila e 350mila come risarcimento per danno ambientale.
Per tutti il pm aveva chiesto 4 anni. Ieri, dopo le repliche, il giudice, ha condannato in primo grado Alessandro Zoffoli a 3 anni e 6 mesi, Beccalossi a 2 anni, Marchi a 1 anno e 6 mesi. Assolti invece Roberto Zoffoli e Nanetti. Non può che ritenersi soddisfatto l’avvocato Eugenio Gallerani, per l’assoluzione con formula piena (per non aver commesso il fatto) del suo assistito, Roberto Zoffoli: “il giudice, oltre a riconoscere l’innocenza del mio cliente, non ha stabilito provvisionali nei confronti delle parti civili”.
Dello stesso tenore le dichiarazioni dell’avvocato Riccardo Ziosi, che difende Alessandro Zoffoli e Marchi. “Il non aver concesso provvisionali – commenta – è una vittoria, dal momento che questo processo non vedrà mai l’Appello”. Il giudice depositerà la motivazioni della sentenza entro 90 giorni e il reato si prescriverà infatti a settembre. “Noi faremo ricorso contro le pene accessorie – prosegue Ziosi -, ma dal momento che l’ultimo fatto contestato risale al dicembre 2003, una volta che inizierà il secondo grado decadranno i termini di 7 anni e mezzo previsti per questo reato”.
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