Molossi, il prof della Spal: “Essere qui è il mio sogno”
Il numero 8 biancazzurro tra calcio e scuola: "Sono ferrarese, vogliamo dimostrare di poter fare molto più dello 0-0 di domenica"
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La società allarga il proprio impegno educativo e sociale grazie alla collaborazione con Ferrara Musica
Nella cornice del Castello di Fossadalbero, l’Adamant Ferrara ha tolto i veli alla nuova stagione sportiva davanti alle istituzioni, alla stampa e agli sponsor. Dalla prima squadra al settore giovanile, si sono susseguiti gli interventi di tutti i rappresentanti della società estense nella serata condotta da Federico Fioravanti
Un aiuto fondamentale per riconoscere i tentativi di truffa fin dai primi segnali e imparare a difendersi per non cadere nella rete dei malintenzionati. Ferrara continua a dire a gran voce "Non Ci Casco", uno slogan che si traduce nella campagna di prevenzione e contrasto delle truffe
Ritorna, nel Parco della Darsena di Ferrara, la manifestazione "Giardini Estensi" in programma sabato 12 e domenica 13 settembre, con la sua 24a edizione
Quel paziente, entrato in struttura ad appena 61 anni e quindi ancora nel pieno delle energie fisiche, era difficilmente contenibile. Affiancarlo 24 ore su 24 era improbo e, soprattutto, quando aveva i suoi scatti d’ira era difficile da contenere.
Questo in estrema sintesi il quadro tratteggiato ieri dai vari testimoni del pm che si sono succeduti davanti al giudice Anna Ghedini per il processo che vede imputati per omicidio colposo due infermieri e due OSS: Enrico Leprotti e Cecilia De Santis (difesi dagli avvocati Alessandra Pisa e Fabio Anselmo), Paola Pagani (difesa dall’avvocato Riccardo Venturi) e Alessandra Zamboni (avvocato Irene Costantino).
Era il 20 febbraio 2008 quando Vito Bonora, 89 anni, ospite della casa di riposo di via Ripagrande, litiga con un altro ospite, Lauro Cariani, di 61 anni. Quest’ultimo gli sferra un pugno che lo fa cadere per terra. Nella caduta Bonora si procura la frattura del femore. Dopo il ricovero le condizioni peggiorano in modo irreversibile, fino alla morte, avvenuta in ospedale cinque giorni dopo. Per quel tragico evento venne indagato per omicidio preterintenzionale il compagno di stanza che gli sferrò il colpo. La sua posizione venne poi archiviata dopo la perizia psichiatrica che lo giudicò incapace di intendere e volere al momento del fatto. A processo per omicidio colposo finirono invece quattro persone per presunto omesso controllo.
Secondo i colleghi sentiti in aula, tra cui un medico che aveva chiesto per il paziente in questione una visita psichiatrica, l’obbligo di vigilanza a vista non era pensabile. La struttura protetta aveva un numero di addetti anche superiore a quanto richiesto delle normative in materia, ma per poter accudire ogni ospite per tutto il tempo sarebbe servito un infermiere o un OSS per paziente.
A Cariani poi, secondo alcuni testi, era riservata un’attenzione particolare, dal momento che quello con Bonora non era il primo episodio in cui si “scaldava”.
Alla prossima udienza, fissata per il 27 settembre, verranno sentiti gli imputati e il responsabile della struttura.
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