Molossi, il prof della Spal: “Essere qui è il mio sogno”
Il numero 8 biancazzurro tra calcio e scuola: "Sono ferrarese, vogliamo dimostrare di poter fare molto più dello 0-0 di domenica"
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La società allarga il proprio impegno educativo e sociale grazie alla collaborazione con Ferrara Musica
Nella cornice del Castello di Fossadalbero, l’Adamant Ferrara ha tolto i veli alla nuova stagione sportiva davanti alle istituzioni, alla stampa e agli sponsor. Dalla prima squadra al settore giovanile, si sono susseguiti gli interventi di tutti i rappresentanti della società estense nella serata condotta da Federico Fioravanti
Un aiuto fondamentale per riconoscere i tentativi di truffa fin dai primi segnali e imparare a difendersi per non cadere nella rete dei malintenzionati. Ferrara continua a dire a gran voce "Non Ci Casco", uno slogan che si traduce nella campagna di prevenzione e contrasto delle truffe
Ritorna, nel Parco della Darsena di Ferrara, la manifestazione "Giardini Estensi" in programma sabato 12 e domenica 13 settembre, con la sua 24a edizione
La notte dell’attentato alla sede dell’Eni a Bologna era in casa, davanti al computer. Avrebbe un alibi Francesco Magnani, il 24enne fermato dalla Digos con l’accusa di associazione per delinquere aggravata dalla finalità eversiva.
Secondo la procura di Bologna il giovane sarebbe responsabile dell’esplosione incendiaria avvenuta lo scorso 29 marzo davanti agli uffici di via san Donato. Nell’ambito di un’inchiesta su un presunto gruppo anarco-insurrezionalista che farebbe capo al circolo bolognese “Fuoriluogo”, Magnani venne intercettato dalla polizia durante una conversazione con Maddalena Calore, padovana di 24 anni, che si trovava a Roma, il cui telefono era sotto controllo. La chiamata venne effettuata dallo studio del padre. In un linguaggio criptico Magnani parlava di una “festa”, che la ragazza non poteva perdere.
“Si riferiva a una manifestazione di protesta da organizzare davanti alla base dell’Aeronautica di Poggio Renatico – spiega il suo legale, l’avvocato Ettore Grenci -, che secondo le cronache dei giorni scorsi doveva essere punto di partenza delle manovre verso la Libia”. Sono le stesse parole riferite dall’indagato ieri mattina nel corso dell’udienza d convalida del fermo, davanti al gup Piera Tassoni.
Alla richiesta del pm dell’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere, la difesa si è opposta sostenendo che “magnani non c’entra assolutamente nulla: il giorno dell’attentato era a casa davanti al pc. Abitando da solo non ha testimoni; ma la cronologia del computer lo può provare”.
Il giudice si è riservata di decidere e solo in tarda serata è arrivata la notizia della scarcerazione di Magnani, che potrà tornare a casa. Intanto il ragazzo “si mostra molto amareggiato – confida l’avvocato -, come sarebbe chiunque che a 24 anni si vede messo in carcere senza colpe, ma allo stesso tempo si dice fiducioso di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati”.
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