Mar 5 Apr 2011 - 323 visite
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Turbiglio e la Cento di età post-unitaria

Al penalista e deputato è stato dedicato un volume voluto dal Comune

baruffadi turbilioCento. Presso la sala Zarri, e davanti ad un folto e qualificato pubblico, è stato presentato il libro “Giorgio Turbiglio: penalista e deputato liberale di Ferrara e Cento in età post-unitaria (1844-1918)”. L’autore è Amerigo Baruffaldi, preside in pensione, ma anche un quotato studioso dell’800 sia sul versante ecclesiale che civile.
L’opera è stata voluta dal Comune di Cento ed ha il patrocinio della Deputazione provinciale ferrarese di Storia Patria. “Questa iniziativa – ha spiegato l’assessore Daniele Biancardi – è
stato voluta, appositamente, perché fosse inserita nell’ambito delle manifestazioni per il 150° dell’Unità d’Italia”.
Lo stesso assessore Biancardi (a destra della foto mentre a sinistra c’è l’autore Amerigo Baruffaldi) ha poi incalzato di domande l’autore perché spiegasse il personaggio trattato nel libro.
“Turbiglio – ha affermato Amerigo Baruffaldi – è un tramite per conoscere la realtà del secondo ‘800 ferrarese, purtroppo troppo inesplorato. Lo si comprende per la sua attività a Ferrara, dove per due volte venne eletto al parlamento, e a Cento dove ancora venne eletto al parlamento in diverse legislature successive. Operando nel centese si rese conto dei disagi di questa zona: vicissitudini della Partecipanza agraria e isolamento per mancanza di collegamenti ferroviari. Fu infatti uno dei fautori della linea ferroviaria Ferrara-Modena che, passando per Cento, rompeva l’isolamento e creava le basi per lo sviluppo economico”.
Nell’ambito del dibattito è stato sottolineato che Giorgio Turbiglio, originario del Piemonte,a soli 23 anni, divenne professore di Diritto Penale nell’Università di Ferrara. Proprio nella città estense, che gli fu sempre cara, diventò un avvocato di grande prestigio a livello nazionale.
“Partecipò – ha sottolineato l’autore – alla riforma del diritto penale, voluta da Crispi, dove venne abolita la pena di morte. Grazie a Turbiglio le idealità culturali e politiche della Torino risorgimentale e sabauda rivivono in terra ferrarese nell’età via via dominata da Depretis, da Crispi e da Giolitti”.
In sostanza un libro che parla di un personaggio che calza perfettamente con il momento in cui festeggiamo il terzo giubileo dell’Italia.

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