Sab 26 Mar 2011 - 287 visite
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Gassman: ‘Galan inizia con il piede giusto’

Il regista in scena in questi giorni al Comunale: "Siamo una ricchezza per il Paese, è bene che chi governa se lo metta chiaro in testa"

Fabio Mangolini, Alessandro Gassman e Riccardo Noury

“Quante possibilità ha uno straniero nato nel nostro Paese, e quindi italiano a tutti gli effetti, di trovare uno spazio nella nostra società?”. Attorno a questa domanda ruota lo spettacolo ‘Roman e il suo cucciolo’, che Alessandro Gassman, in veste di regista e interprete, sta portando in scena, in questi giorni, al Comunale.
A margine dell’incontro pubblico con il protagonista della stagione di Prosa 2010/2011, Gassman ha commentato i livelli di lettura della sua opera, dal rapporto padre-figlio al dramma dell’emarginazione, esplorati al punto da dimostrare una forte attenzione alla realtà attuale: “è uno spettacolo iperrealista – ha esordito il direttore dello Stabile del Veneto -, pertanto deve assomigliare alla realtà in tutti i modi. Perciò c’è chi parla romano, rumeno, pugliese. Il linguaggio personalmente mi interessa poco. Piuttosto mi interessano le emozioni: non come si dice, ma che cosa. Per questo ho usato proiezioni, retroproiezioni, che aiutano il pubblico a immedesimarsi nei sentimenti, negli stati d’animo dei protagonisti”. Stati d’animo che intendono stimolare nel pubblico una riflessione su una delle questioni più sentite: “L’arrivo in massa di cittadini stranieri – ha dichiarato Gassman – ha creato molte paure negli italiani e ha trasformato gli italiani da Paese di migranti a un Paese piuttosto razzista. Un Paese, che mi piace molto meno di quanto mi piacesse anni fa”.

‘Roman e il suo cucciolo’ accende il riflettore sull’importanza dello studio e della crescita culturale come mezzo per emanciparsi. Studio e cultura, le parole d’ordine che stanno al centro della mobilitazione di tutti i settori della conoscenza indetta dalla Cgil, che aveva previsto uno sciopero generale proprio nella giornata di ieri, venerdì 25, poi revocato al momento dell’annuncio del cambio di ministro ai Beni culturali: “La cultura sta vivendo un momento difficile nel nostro Paese – ha commentato l’attore -. Galan mi sembra abbia iniziato con il piede giusto, con il reintegro del Fondo unico per lo spettacolo. È presto però per dire se si tratti di un’inversione di tendenza”.

In un’intervista a La Stampa, il ministro ha sostenuto che realizzare un festival del cinema a Roma, in concorrenza con quello di Venezia, è a dir poco “stravagante”: “l’idea che un Festival importante come quello del cinema di Roma possa scomparire, non so quanto mi trovi d’accordo. Una cosa è certa: ho sempre pensato che i due festival, in qualche maniera, facessero danno l’uno all’altro. Probabilmente lo spostamento della manifestazione romana a settembre – ha ritenuto Gassman -, in un periodo lontano dalla Mostra del Cinema di Venezia, potrebbe aiutare i due festival a sopravvivere in maniera decente”.

Un momento dell’incontro pubblico al Comunale

Federculture ha pubblicato da poche ore il rapporto Creative Economy 2010, dove rende conto del fatto che mentre lo Stato non arriva a spendere per la cultura neanche lo 0,5% del Pil, gli italiani investono il 7% del loro reddito, con un aumento dell’8,3% rispetto all’anno precedente, in cinema, teatri e musica. Non solo. Il rapporto mostra come il ritorno delle attività culturali è di gran lunga superiore alla spesa pubblica, raggiungendo il 2,3% del Pil. “Lo spettacolo – ha commentato Gassman – è sempre stato visto come un reparto a ricasco, un fardello che la società è costretta a portarsi dietro. In realtà – ha continuato l’attore – dimostriamo sempre di più che siamo attivi e produciamo danaro. Siamo una ricchezza per il Paese ed è bene che chi governa se lo metta chiaro in testa: siamo una delle armi principali del nostro Paese”.

Intanto lo sciopero è stato revocato, ma la mobilitazione è confermata: “Le prospettive sono quelle di non abbassare la guardia, di rimboccarsi le maniche, di produrre la stessa quantità di emozioni con meno danaro e far sì che questa inversione di tendenza (“con l’arrivo di questo nuovo ministro che – ha sottolineato Gassman – è un politico di cui non condivido l’idea politica, ma che rispetto in quanto politico serio e forte”), possa riportare l’Italia almeno a una decenza nel mondo culturale, e che possa metterla almeno in competizione con gli altri Paesi europei che sono molto più avanti di noi”.

‘Roman e il suo cucciolo’ sarà in scena al Comunale anche oggi e domenica, alle 21. Perché vederlo? “Perché è lo spettacolo – ha invitato il regista – più emozionante che vi capiterà di vedere nella vostra vita”.

All’incontro pubblico di ieri pomeriggio in sala teatrale con Gassman, c’erano tutti gli interpreti dello spettacolo. Gli interventi sono stati coordinati dal presidente della Fondazione Teatro, Fabio Mangolini, ed è intervenuto anche Riccardo Noury, portavoce della Sezione Italiana di Amnesty International, che patrocina lo spettacolo e sarà presente con un banchetto presso l’atrio del teatro.

“La cultura – ha evidenziato Mangolini – è solo in parte gestita al ministero: è demandata soprattutto aalle autonomie locali, colpite duramente ai tagli. Si parla di un miliardo di euro quest’anno e un miliardo e mezzo di euro di tagli per il prossimo 2012. I problemi della cultura – ha continuato il direttore del Comunale – non si giocano solo sull’aumento delle accise sulla benzina, deciso dal governo per reperire le risorse da destinare al Fondo Unico per lo Spettacolo. Per questo – ha annunciato Mangolini – ci mobilitiamo oggi e proseguiremo nell’informazione ai cittadini”.

Ad intervenire all’iniziativa, anche Fausto Chiarioni (Flc Cgil) e Glauco Melandri (Slc Cgil), che hanno annunciato l’intenzione di portare avanti iniziative di mobilitazione congiunta verso il 6 maggio, giornata di sciopero generale della Cgil.

‘Roman e il suo cucciolo’, oltre al premio Ubu come miglior spettacolo 2010, ha ricevuto anche un Ubu per il miglior attore under 30, consegnato a Giovanni Anzaldo per l’interpretazione del “Cucciolo”. Gli altri attori in scena sono Manrico Giammarota, Sergio Meogrossi, Matteo Taranto, Natalia Lungu, Andrea Paolotti. Le scene sono di Gianluca Amodio, i costumi di Helga H. Williams, le musiche sono di Pivio & Aldo De Scalzi, disegno luci di Marco Palmieri, suono di Massimiliano Tettoni e videografie di Marco Schiavoni. La produzione è realizzata da Società per Attori, Teatro Stabile del Veneto e Teatro Stabile dell’Abruzzo.

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