Cronaca
12 Marzo 2011

Ex marito condannato a 2 anni per stalking

di Marco Zavagli | 2 min

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La notizia della sua morte si è rapidamente diffusa in paese, suscitando profonda commozione. Sui social sono comparsi numerosi messaggi di cordoglio. C'è chi la ricorda come "una dolcissima signora" e chi le ha dedicato un pensiero particolarmente toccante: "Continueremo a vederti passare con gli occhi del cuore"

“Prova a denunciarmi e vedrai che ti succede”. Era la minaccia che aveva detto per telefono all’ex moglie. Lei lo denunciò. E lui, 47 anni (omettiamo il nome per la tutela dei figli minorenni), ora dovrà scontare due anni di reclusione per stalking. È l’epilogo di un rapporto coniugale difficile, difficilissimo. Aggravato dalla presenza di figli minorenni e da un padre di famiglia che non ha saputo svolgere la propria funzione. Anzi. Ha reso impossibile la vira della moglie. Dell’ex moglie. Perché dopo 16 anni di vita assieme, lei ha detto basta.

E da quel momento per la donna, una 40enne madre di due bambini, è iniziato il calvario. Per mesi, dal giugno all’agosto del 2009, lui dà corso a quello che l’accusa chiamerà serie di atti persecutori. Tanto da far chiedere in più occasioni all’ex coniuge l’intervento dei carabinieri.

In una di queste occasioni, il 24 giugno 2009, l’ex marito stava prendendo a calci e pugni la porta di casa per farsi aprire. All’arrivo dei militari lui non c’era più, ma gli agenti poterono testimoniare di una telefonata fatta alla donna, ascoltata in viva voce alla loro presenza, con tanto di minacce: “prova a denunciarmi e vedrai che ti succede”.

Il resto è storia processuale. La denuncia, le indagini, il processo presso il tribunale di Ferrara. E la mancata audizione dell’imputato, detenuto per altro reato nel carcere Le Vallette di Torino, che ha rinunciato all’esame. E, ieri, la sua conclusione, con il vpo Elisa Bovi che ha chiesto due anni. Richiesta cui si è associata la parte civile (l’ex moglie assistita in giudizio dall’avvocato Sara Bertelli), che aveva chiesto una condanna a 3000 euro a titolo di risarcimento.

Il giudice Anna Ghedini ha accolto la richiesta dell’accusa, due anni, aumentando la somma a 5000.

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