Cronaca
7 Marzo 2011
'Stalker' tunisino minaccia connazionale con cutter e aggredisce gli agenti

Esce dal carcere e la perseguita

di Mauro Alvoni | 3 min

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Una persecuzione durata otto mesi, con minacce, violenze, pedinamenti e danneggiamenti. Secondo il racconto della ragazza lui l’aveva persino costretta a bere, nella speranza di poter approfittare di lei. Quello di venerdì scorso, però, è stato l’ultimo atto persecutorio di uno ‘stalker’ tunisino di 31 anni, Fouzi Ben Othmane Fitouri, arrestato dalla Squadra Mobile della Polizia dopo la richiesta d’aiuto della giovane connazionale.

La vittima, una tunisina di 30 anni, ex modella domiciliata a Ferrara ma trasferitasi a Bondeno nel tentativo di sfuggire alle ‘attenzioni’ di Fitouri, aveva conosciuto il suo persecutore otto mesi fa in un bar della città. Fitouri si era invaghito di lei, ma i suoi tentativi di conquista erano sempre naufragati nel nulla, così da novembre ha preso a tartassarla con pedinamenti e minacce, così da indurre la donna a lasciare Ferrara per il capoluogo matildeo. Venerdì però il Fitouri l’ha chiamata  di nuovo. Voleva assolutamente incontrarla e, al rifiuto della tunisina, ha minacciato di bruciare la casa in cui abitano il suo ex marito con il figlio. Il timore che potesse mettere in atto un simile gesto ha portato la 30enne a cedere alla richiesta. I due si sono dunque incontrati attorno alle 21 di sera in un bar nei pressi dello stadio. Ne sono usciti poco dopo e lui, per costringerla a seguirlo, le ha preso la borsa e, mentre si dirigevano verso via Garibaldi, l’ha minacciata con un cutter. Cutter che subito dopo ha gettato via, per mostrarle di voler essere ‘magnanimo’.

Fouzi Ben Othmane Fitouri

La giovane terrorizzata ha tentato di telefonare per chiedere aiuto, ma Fitouri le ha afferrato anche il cellulare e lo ha distrutto. Quindi, sempre dirigendosi verso via Garibaldi, le ha mostrato un secondo cutter. Sono giunti così in un altro bar, nelle vicinanze di piazza municipale, dove la donna, con la scusa di recarsi al bagno, è riuscita a lanciare i soccorsi al suo attuale compagno di Bondeno grazie a un secondo telefonino che teneva nascosto. Il bondenese, mentre accorreva in risposta alla richiesta di soccorso, ha incrociato un equipaggio delle Volanti riferendo quanto stava accadendo. Dopo la segnalazione sono intervenuti anche il dirigente della Squadra Mobile, dottor Crucianelli, mentre una seconda Volante è giunta in appoggio al personale già sul posto. Il tunisino è stato rintracciato all’interno del bar di via Garibaldi ed è stato invitato ad uscire, ma una volta all’esterno ha strattonato e trascinato a terra due dei poliziotti della Volante colpendone uno con una gomitata al naso prima di essere immobilizzato ed ammanettato dopo una breve fuga. Una fuga dettata dal fatto che, nel frattempo, i poliziotti avevano trovato il cutter  nascosto all’interno di un paio di guanti in pelle che il tunisino aveva tentato di nascondere nello stesso bar.

Gli accertamenti sul suo conto sono proseguiti in Questura, dove è stata accertata l’identità di Fitouri, tunisino del 1979 con un provvedimento di espulsione a carico e la recente scarcerazione dalla casa circondariale di Ferrara, dove era detenuto per furto aggravato. A parte gli episodi recenti anche il passato di Fitouri non appare del tutto tranquillo: nel 2006 e 2007 aveva ricevuto due condanne per detenzione finalizzata allo spaccio di stupefacenti e nel 2008 aveva ricevuto l’avviso orale dal Questore di Ferrara. Al termine lo ‘stalker’ tunisino è stato arrestato e dovrà rispondere di atti persecutori, lesioni aggravate,  resistenza a Pubblico Ufficiale,  inoltre è stato indagato per violenza privata, percosse, minaccia aggravata, danneggiamento nei confronti della trentenne tunisina ed anche per porto di armi o di oggetti atti ad offendere. A processo per direttissima, questa mattina il suo difensore d’ufficio, l’avvocato Eva Neri, ha ottenuto di rinviare l’udienza al 18 marzo per poter studiare i fatti contestati. Nel frattempo per il tunisino è stato convalidato l’arresto e disposta la misura cautelare in carcere.

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