E’ bufera dentro Futuro e Libertà. Simone Lodi contro Enrico Brandani: al netto delle divergenze politiche, che non sembrano esserci proprio, a questo duello personale può essere ricondotta la lacerazione interna ai finiani ferraresi. Da qualche mese sotto traccia, da oggi ufficiale. E che sfocia nella costituzione di una nuova associazione, per il momento interna a Fli.
Assieme alla fedelissima Marica Felloni, Lodi si è dimesso dal coordinamento provinciale di Futuro e Libertà. “Non condividiamo le scelte che si stanno facendo sul territorio – è la spiegazione fornita alla stampa -, la nostra decisione non è legata a motivazioni politiche. Ci sono vedute diverse all’interno del partito. Il coordinamento è in piedi da mesi, è stato convocato tre volte ma solo in due circostanze siamo stati invitati. Se poi si è riunito altre volte, noi non ne siamo a conoscenza”.
Per annunciare la decisione, Lodi si fa affiancare dai presidenti di dodici circoli di Futuro e Libertà (Cento, Renazzo, S.Agostino, Argenta, Porotto, Ferrara; più quelli tematici Giustizia, Agricoltura, Impresa e tre in via di costituzione, tra cui quelli di Comacchio e Codigoro). È la rampa di lancio da cui prende vita “Ferrara Futuro insieme”: “Vogliamo essere una componente di Fli – assicura Lodi – e non ci interessa il nostro peso interno in termini di tesserati. Ci hanno accusato di isolamento: lavoreremo tra noi e gireremo il territorio per tre anni e mezzo, vedremo chi farà crescere meglio il partito. Non è escluso però che l’associazione diventi una lista civica”. La rottura con Fli, a quel punto, sarebbe ovviamente totale. I “ribelli” formalmente non chiedono le dimissioni di Brandani dalla carica di coordinatore provinciale: “Se sarà bravo, sarà merito suo – dice Lodi -. Ma se non c’è collaborazione e rispetto si costruisce ben poco. Va indetto un congresso in tempi brevi, altrimenti bisogna cambiare le modalità organizzative”.
Nei confronti di Enzo Raisi, coordinatore regionale di Fli, non si cerca la polemica, “anzi a lui chiediamo chiarimenti”, specifica Lodi. Che tra l’altro, all’interno del gruppo dirigente regionale, riveste il ruolo di responsabile dell’organizzazione e della propaganda. Mentre nel ferrarese a Lodi, prima delle dimissioni, era affidato il compito del tesseramento: “Peccato che Brandani abbia posto ostacoli: e io che dovevo riferire al regionale il numero degli iscritti, non ci sono mai riuscito. Unica provincia delle nove emiliano-romagnole”, recrimina Lodi.
Anche su come è stata combattuta la battaglia contro Alberto Balboni per l’organizzazione della festa di Mirabello c’è amaro in bocca: “Abbiamo appreso dai giornali il conferimento di incarichi per preparare la prenotazione della piazza e il mandato ad un legale esterno al partito”, sottolinea Francesco Andriulli, responsabile del circolo Giustizia. A proposito di feste, gli appartenenti a “Ferrara Futuro insieme” sono già ai preparativi per organizzare tra maggio e giugno quella di S. Bartolomeo in Bosco: l’anno scorso intitolata agli “Amici del Secolo d’Italia”, la kermesse fu il primo appuntamento di rilievo dei sostenitori ferraresi di Gianfranco Fini.
Come detto, il conflitto tra Brandani e Lodi scorreva sotto il pelo dell’acqua da tempo; probabilmente fin da quando, nonostante Lodi fosse già in carica da settembre 2010 in qualità di coordinatore provinciale di Generazione Italia (il primo contenitore organizzativo dei finiani), a lui a novembre Raisi preferì Brandani in qualità di numero uno estense di Fli.
Quanto al nome scelto per la neonata associazione, ricorda non troppo alla lontana “Futuro Insieme”, etichetta della corrente “giovanardiana” del Popolo della Libertà. Forse un indizio su un possibile riavvicinamento tra Simone Lodi e il Pdl.
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