Mercato del lunedì. Anva: “No all’Acquedotto, ma aperti al confronto”
Anva, l'Associazione nazionale venditori ambulanti di Confesercenti, ribadisce la propria contrarietà al trasferimento nell'area dell'Acquedotto
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Possibile Ferrara, Avs, Coalizione Civica e La Comune di Ferrara accusano l'Amministrazione Fabbri di aver sottovalutato e mal gestito l'emergenza sfollati del Grattaciello
Condanna a un anno e nove mesi di carcere, con pena sospesa a condizione che frequenti un corso di prevenzione sulle tematiche legate alla violenza sessuale
È caduto da circa 10 metri un uomo portato all'ospedale Maggiore di Bologna in gravi condizioni. L'incidente è avvenuto mentre era a lavoro in un'azienda nel Comune di Codigoro, in una rimessa barche in fase di ristrutturazione sulla sp53
Mercoledì mattina si è svolta la cerimonia di svelamento delle nuove Pietre d’inciampo dedicate ai cinque componenti della famiglia Ravenna-Rossi
Era il 30 dicembre 1980 quando a Roma venne istituita la prima isola pedonale d’Italia, nell’area del Colosseo. A distanza di trent’anni su 100 centri urbani monitorati da Aci e Legambiente sono 92 i capoluoghi di provincia che dispongono di isole pedonali e sono in media 34 ogni 100 abitanti i metri quadrati riservati esclusivamente ai pedoni. I comuni di Venezia, Verbania, Cremona e Terni addirittura superano la soglia di 100 metri quadrati ogni 100 abitanti.
In occasione del trentennale dell’istituzione della prima isola pedonale, Automobile Club d’Italia e Legambiente presentano “La città ai nostri piedi”, storia e numeri delle aree chiuse al traffico, condividendo l’esigenza di affrontare in modo incisivo i problemi legati alla mobilità e al trasporto urbano, aumentando al contempo la sicurezza e la qualità ambientale delle città. In questo senso l’isola pedonale rientra tra le strategie che gli amministratori possono adottare per migliorare la mobilità urbana.
Se ben progettata e ben inserita, infatti, l’isola pedonale ha dimostrato di produrre effetti positivi nell’immediato e sul lungo periodo: da subito una riduzione dei livelli di smog e rumore accompagnato da una crescita del numero di utenti del trasporto pubblico e poi una miglior tutela di monumenti e patrimonio storico-artistico, una valorizzazione turistica, un generale aumento della vivibilità cittadina. A questo si aggiunge il miglioramento della sicurezza stradale, dal momento che è nei centri urbani che si verifica il maggior numero di incidenti (più di tre quarti del totale), con 1.892 morti e 223.166 feriti nel 2009, pari rispettivamente al 44,7% ed al 72,6% del totale.
E Ferrara, a trent’anni dalla nascita di tale strumento di vivibilità, a quale punto è? Ad oggi la nostra città è in 36° posizione su cento realtà monitorare ex aequo con Napoli e Milano, e conta 28 mq a disposizione per 100 abitanti.
Quanto invece alla presenza delle Zone a Traffico Limitato nei comuni italiani, Ferrara è l’8° realtà nazionale con 984 mq disponibili ogni cento abitanti; svetta Siena con ben 3.064 mq utilizzabili.
Questi i dati rilevati a livello nazionale:
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