Cronaca
20 Dicembre 2010
Riaprono le scuole ma la protezione civile lancia un'altra fase di attenzione. Stop ai tir

Gelo, malori e danni all’agricoltura

di Mauro Alvoni | 3 min

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Una serie di malori dovuti al freddo ha impegnato ieri il 118 dell’ospedale Sant’Anna di Ferrara. Nulla di particolarmente grave, ma l’andirivieni di ambulanze è stato di una certa intensità per fornire supporto sanitario alle persone che male hanno sopportato l’abbassarsi delle temperature. Così come impegnativo è stato il lavoro dei vigili del fuoco chiamati a intervenire per via della rottura di diverse tubazioni dell’acqua a causa del gelo. Sono solo alcuni dei disagi provocati dalla neve e e dalla colonnina sotto zero, disagi che solo ieri in tarda mattinata hanno dato una piccola tregua con l’apparire dei raggi del sole che hanno aiutato a sciogliere sulle strade del ferrarese quell’insidiosa patina di ghiaccio che ha costretto gli automobilisti alla massima prudenza anche nelle vie principali della città.

Intanto oggi riaprono lunedì le scuole nei cinque Comuni del Delta ferrarese che avevano ordinato la sospensione delle lezioni per l’emergenza neve nelle scorse giornate di venerdì e sabato.

Questo mentre la protezione civile ha emanato una nuova fase di attenzione per neve e gelo per la durata di 18 ore, dalle 19 di ieri fino alle 13 di oggi. Sono previsti infatti modesti accumuli in pianura (dai 2 ai 5 cm) e localmente qualche rovescio di neve che potrebbe causare accumuli fino a 10 cm.

Un altro provvedimento è stato adottato invece dalla prefettura di Ferrara, che in accordo con gli uffici omologhi di Bologna, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, ha disposto lo stop dei mezzi pesanti (di massa superiore a 7,5 tonnellate) dalle 22 di ieri sera fino alle 7 di questa mattina, sulle autostrade e su tutte le strade ordinarie. Il provvedimento è stato emesso in seguito alle previsioni di pioggia ghiacciata sul territorio emiliano.

La conta dei danni dovuti a neve e gelo è tutto sommato limitata se paragonata alla drammatica situazione che si verificò lo scorso anno il 22 dicembre. A farne le spese maggiori, in termini economici, sono gli agricoltori. Lo segnala la Coldiretti, sostenendo che in molte zone d’Italia il repentino abbassamento della temperatura ha distrutto le coltivazioni in campo come cavoli, verze, cicorie, radicchio, broccoli e carciofi, ma ha anche reso impossibile effettuare le semine, senza contare i maggiori costi necessari per il riscaldamento di fiori e ortaggi protetti in serra e degli allevamenti dove è stato necessario integrare l’alimentazione degli animali con super razioni per resistere meglio al freddo. La stima dei danni di Condiretti è di circa 10 milioni di euro, ottenuti considerando anche le perdite dei prodotti più deperibili provocate dal blocco del traffico sulle strade dove viaggia in Italia ben l’84 per cento delle merci.

“Con il termometro a lungo sotto i dieci gradi – avverte la Coldiretti – potrebbe  verificarsi inoltre una moria di gemme anche nelle piante da frutto i cui effetti potranno però essere valutati soltanto in primavera con il risveglio vegetativo delle piante”. Nella nostra provincia sono diverse centinaia gli ettari di terreno che a causa delle frequenti piogge non hanno potuto essere seminati a grano, mentre il forte gelo di questi giorni e la neve stanno creando disagi alla viabilità ed alle normali operazioni colturali del periodo ma non dovrebbero pregiudicare le colture se non quelle orticole (insalate, radicchi, capucci, cavoli, ecc.) che il gelo ha danneggiato in queste ultime ore.

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