Sab 2 Gen 2010 - 1326 visite
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Figli di un capodanno minore

Ultimo dell’anno alla mensa caritas

Distribuzione spesa caritasGià dalla mattina dell’ultimo giorno del 2009, fin dalle otto, c’era chi, per lavorare da volontario, si era recato in via Bresavola 19. Lì, dietro un portone di legno, ha sede la Caritas Diocesana di Ferrara-Comacchio.

“Alla Caritas non si fermano neanche per Natale” ha detto il coordinatore Michele Luciani, che organizza da anni le attività di oltre cinquanta volontari, suddivisi in diciassette gruppi che lavorano a turno: ci sono studenti, pensionati, italiani, stranieri. Volontari semplici o inseriti nei progetti di Servizio Civile Regionale, Nazionale, Europeo o Internazionale, provenienti da tutto il mondo, dalla Spagna all’Estonia.

Un lavoro quotidiano, impegnativo ma gratificante, che è rivolto a sostenere circa 1700 persone, per il 75% stranieri, che ha come frutto annuale – del 2008 – 57 mila pasti, 12 mila pacchi spesa, 38 mila euro in sussidi economici, tra sostegni agli studenti stranieri, biglietti dei mezzi pubblici, bollette e affitti.

Ogni giorno, circa 250-300 persone trovano ristoro alla mensa, che contiene 64 tavoli, ampliata grazie alla recentissima ristrutturazione di tutti i locali della Caritas – dal magazzino all’ufficio ascolto -, resa possibile grazie a una generosa donazione della Fondazione Carife e del lascito Niccolini.

La crisi, la Caritas, l’ha vista crescere e diffondersi: le richieste di sussidi economici da parte di nuclei famigliari – al 50% italiani -, sono state, nel solo primo semestre 2009, 160 – per 60 mila euro, a copertura soprattutto delle bollette -, contro le 144 dell’intero 2008.

“Trenta  – ha dichiarato il condirettore Paolo Falaguasta – sono stati i casi di sovraindebitamento affrontati dal nuovo ufficio della Fondazione Santo Stefano, che ha sede in Caritas Ferrara, nell’anno appena trascorso. Vicende drammatiche che hanno travolto intere famiglie ferraresi, schiacciate in una morsa di debiti, “anche di 300 mila euro dovuti a prestiti non saldati con una dozzina di banche”. caritas

La Caritas è un crocevia di storie di emarginazione e di ordinaria sopravvivenza, storie di povertà nascosta e di onesto sacrificio. Storie straniere e italiane. Storie sentite e comuni.

Nel cortile sterrato, a destra, sotto i portici murati, ci sono i bagni per il ‘servizio doccia’ e  il magazzino per il ‘servizio vestiti’, donati dai cittadini, selezionati e distribuiti. A sinistra, c’è invece il magazzino degli alimenti, la cucina e il refettorio: ‘servizio spesa’ e  ‘sevizio ‘mensa’. Non servono tesserini per poter mangiare alla mensa: basta entrare, ritirare il vassoio e sedersi. I prodotti cucinati sono quelli del Banco Alimentare, sovra-produzioni agricole devolute in beneficienza. Sono in genere gli alimenti invenduti, perché presentano un aspetto difettoso – un’ammaccatura, una macchia o una difformità commerciale – ancora integri nella sostanza: nell’ultimo anno, sono state, solo dalla Coop Estense, 85 le tonnellate di alimenti certificati e idonei al consumo. Nei primi sei mesi del 2009, gli alimenti raccolti avevano un prezzo di mercato di 180mila euro, quantificabili in 36 mila pasti.

A servirsi, ci sono i barboni, ci sono i giovani immigrati, soprattutto dal nord Africa, ci sono le badanti e i muratori, dall’est Europa. Mi raccontano la storia di “Mohammed”, clandestino, senza casa e senza impiego, dopo che un datore di lavoro l’ha sfruttato e licenziato. Sogna la Svezia perché gli hanno detto che là lo Stato dà la casa agli immigrati. Parla dialetto ferrarese. E poi c’è la badante ucraina che per mandare a Kiev – alle figlie studentesse e al marito malato – tutto ciò che riesce a guadagnare dal suo lavoro, ritira settimanalmente la sporta degli alimenti. E c’è chi, ferrarese ultranovantenne, viene in mensa per avere un po’ di compagnia, perché è rimasto vedovo e non ha mai cucinato in vita sua.

Per il pranzo di Capodanno il menu è improvvisato come ogni giorno in base agli alimenti donati: dall’allegra e ospitale squadra gastronomica del turno pranzo del giorno, sarà servita pasta al forno e al ragù, coniglio, spezzatino, agnello, pollo e polpettone. Contorno di patate e insalata di carote. E, per finire, su ogni vassoio troveranno un angolino gli immancabili dolci.

Dalla sera di San Silvestro al 6 gennaio, Caritas sarà chiusa: Luciani ha spiegato che “è comunque difficile trovare tanti volontari disposti a lavorare 365 giorni all’anno, ma – ha aggiunto il coordinatore – allo stesso tempo, sarà momento utile per fare quelle attività di back office fondamentali, come redigere i bilanci del 2009, necessari – ha infine concluso Luciani – per chiedere i fondi alla diocesi, affinché possiamo continuare l’attività nel resto dell’anno”.

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