Cronaca
3 Ottobre 2023
Al termine dell'audizione protetta, l'avvocato Elisa Cavedagna, che assiste l'uomo indagato, ha chiesto un'integrazione sulla capacità specifica di deporre della presunta vittima, al fine di valutare la veridicità di quanto rilasciato in aula

Tentati abusi sessuali su un disabile. La presunta vittima racconta la sua versione in aula

di Davide Soattin | 2 min

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Da una parte l'auto parcheggiata in divieto di sosta, dall'altra la presenza di un'anomalia, un avvallamento, sull'asfalto. Sono questi i due elementi su cui, all'udienza di ieri (lunedì 23 marzo) mattina, è stato sentito Marco Manservigi, agente della polizia locale Terre Estensi che effettuò i rilievi del sinistro stradale di via Canonici in cui - ad agosto 2023 - morì Alessio Maini

Per circa due ore ha raccontato la propria versione dei fatti, durante l’audizione protetta in tribunale a Ferrara, il 46enne affetto da sindrome di Down che, secondo quanto denunciato ai familiari, sarebbe stato abusato da un 74enne, educatore volontario di un’associazione di assistenza a persone disabili del territorio, ora indagato dalla Procura di Ferrara, intenzionata ad accertare il fatto e ad evidenziare eventuali profili di responsabilità penale.

Al termine della testimonianza, l’avvocato Elisa Cavedagna, che assiste l’uomo indagato, ha chiesto un’integrazione sulla capacità specifica di deporre della presunta vittima, al fine di valutare la veridicità di quanto rilasciato in aula.

Il fatto, avvenuto in provincia di Ferrara, sarebbe risalente al 18 novembre dello scorso anno, quando i due protagonisti della vicenda – che già da tempo si conoscevano – sarebbero rimasti da soli, all’infuori della struttura, in circostanze che sono ancora tutte da chiarire e per cui sono già stati avviati i primi accertamenti per comprendere cosa sia realmente successo quel giorno.

Tutto, infatti, si basa sulla denuncia del 46enne e non ci sono testimoni che possono confermare quanto accaduto.

Stando a quanto si apprende inoltre, davanti alle domande degli inquirenti, il 74enne indagato – che per motivi precauzionali si è allontanato autonomamente dall’associazione con cui collaborava – ha negato ogni suo coinvolgimento nella vicenda, respingendo i motivi per cui è finito sotto la lente degli uffici di via Mentessi.

Gli esiti della prima perizia poi, svolta sui telefoni cellulari dei due protagonisti della vicenda, non hanno fornito alcuna prova a favore della denuncia fatta, dando riscontro negativo.

Al termine dell’audizione protetta, il giudice ha rinviato al 17 gennaio, quando si discuterà sull’integrazione della perizia richiesta dall’avvocato Cavedagna.

 

 

 

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