Duecentotredici. Tanti sono i procedimenti che la Procura della Repubblica di Ferrara ha iscritto negli ultimi sei mesi – da gennaio a giugno 2023 – per i reati relativi al Codice Rosso che, in vigore dal 18 luglio 2019, ha introdotto importanti modifiche al diritto sostanziale, a quello processuale e ad altre disposizioni normative per aumentare le tutele nei confronti delle donne, oltre che dei soggetti deboli, che subiscono violenze, maltrattamenti e atti persecutori.
Nello specifico, quindi, è un tipo di legge che interviene per eventi collegati, nella maggior parte dei casi, a violenze domestiche e di genere, al fine di velocizzare l’avvio di procedimenti penali e la successiva adozione di provvedimenti per proteggere le vittime. Insomma, a tutti gli effetti, una sorta di corsia preferenziale molto più veloce sia per le denunce che per le indagini.
A Ferrara e provincia, nell’ultimo semestre, come si scriveva poco più su, le segnalazioni di Codici Rossi sono state in totale 213: 188 quelle con autore del reato identificato, mentre 25 quelle contro persone sconosciute. Che contribuiscono a fornire un quadro più ampio che fornisce come dato più di una segnalazione al giorno.
Tra le principali denunce da parte dei ferraresi spiccano quelle per maltrattamenti in famiglia (112) e atti persecutori (83). A seguire, ci sono i casi di violenza sessuale, 28 in tutto, di cui 11 per mano ignota, con una media di circa poco più di 4 segnalazioni ogni mese. Sono 11 poi le violazioni dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.
Quattro invece i casi di omicidio, dall’inizio dell’anno fino allo fine dello scorso mese. Tre di questi con autori identificati, come nel caso di Sandro Biondi, il 52enne che lo scorso febbraio soffocò la madre nella loro casa di via Argante al Barco, mentre il restante ‘sconosciuto‘ potrebbe essere riconducibile al giallo di via del Turco, dove i carabinieri hanno trovato senza vita una 47enne sul divano della sua abitazione, con la pm Isabella Cavallari che ha aperto un fascicolo di indagine e disposto l’autopsia per fare luce sul caso.
Tra le statistiche, in questo primo semestre del 2023, risultano anche 7 casi di revenge porn e 2 casi di atti sessuali su minore.
Quanto agli anni precedenti, tra i dati emergono inoltre 10 denunce per violenze sessuali di gruppo: una nel primo semestre 2021, tre nel secondo semestre dello stesso anno, una nel primo semestre 2022 e cinque nella seconda parte dello scorso anno.
Agli atti anche anche quattro costrizioni o induzioni al matrimonio suddivise equamente tra 2021 e 2022.
Seguendo una panoramica generale, infine, è possibile affermare che i 213 Codici Rossi del primo semestre del 2023 – seppur di poco – siano in diminuzione rispetto al periodo analogo preso in esame nei due anni precedenti. In tal senso, numeri alla mano, le segnalazioni nei primi sei mesi del 2021 sono state 220 (7 in più) e 217 nel 2022 (4 in più) per un totale a fine anno che rispettivamente parlava di 443 denunce per il 2021 e 433 per il 2022.
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