Attualità
29 Giugno 2023
Il comitato spontaneo e informale dei residenti di Villanova esprimono nuovi dubbi: "Ci saranno concentrazioni ben diverse dalle medie statistiche"

Biometano, lo studio dei cittadini sulla viabilità: “I conti non tornano. Traffico raddoppiato rispetto alle promesse iniziali”

di Davide Soattin | 5 min

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(foto Giori)

Valori del trafficopiù che raddoppiati” rispetto a quanto inizialmente dichiarato dai costruttori della centrale biometano. Sono quelli che oggi risultano ai cittadini di Villanova, come esito di una verifica “basta sui dati presentati per l’approvazione del progetto” che – come loro stessi ricordano – parlavano di un “minimo incremento del transito pari a uno o due automezzi/ora/direzione durante l’arco di tutto l’anno ad eccezione dei soli mesi di agosto e settembre nei quali è previsto un aumento di transito veicolare pari a tre automezzi/ora/direzione”.

Secondo lo studio effettuato dal comitato spontaneo e informale dei residenti della frazione alle porte della città, però, i conteggiportano, ad esempio, nelle settimane a cavallo di agosto a settembre, un numero di passaggi di 850 mezzi alla settimana” e non solo. “Il calcolo – aggiungono in un secondo momento – su sei giorni per dodici ore lavorative al giorno porta in ogni caso ad una falsatura del numero di transiti all’ora. Ci saranno concentrazioni ben diverse dalle medie statistiche” sottolineano.

“L’utilizzo prevalente di trattori, come scritto nelle relazioni di progetto, non ci sembra congruente – aggiungono – con le distanze e con i percorsi dichiarati. Ad esempio il conferimento di liquame bovino è detto che avverrà con trattori con autobotte, da Rovigo a via Ponte Assa, coprendo una distanza di 38 km e attraversando oltre a tutti i paesi sulla SS16 anche Ro, Ruina, Baura per 312 giorni all’anno. Ancora più preoccupanti sono i dati dell’arrivo all’impianto delle 30.000 tonnellate di pollina“.

E, a tal proposito, spiegano: “Questa dovrà arrivare in parte da Mordano, in provincia di Bologna, percorrerà 75 chilometri, attraversando il centro abitato di Argenta per arrivare a Ferrara ad imboccare il raccordo Ferrara-Porto Garibaldi, attraversare le rotatorie di Cona, che servono l’ospedale, per raggiungere l’impianto. Altra pollina arriverà da Taglio di Po, i chilometri percorsi saranno 46 ma i camion attraverseranno Ariano, Mezzogoro, Iolanda di Savoia, Tresigallo, Final di Rero. La Ausl impone il lavaggio e la disinfezione dei mezzi una volta scaricata la pollina in centrale ma non dà nessuna prescrizione per l’attraversamento a pieno carico dei centri abitati. Così per molti conferimenti comprese le 30.000 tonnellate di stocchi di mais per le quali è difficilmente dichiarabile che arriveranno dalle strette vicinanze della centrale e a poco serve utilizzare localizzazioni non rispondenti alla realtà”.

“E così – proseguono – per ogni conferimento calcolato dalle sedi legali delle ditte che conferiscono le biomasse, senza certezza dei mezzi di trasporto utilizzati, e l’affermazione incomprensibile del solo coinvolgimento della tangenziale est e del tratto di via Pomposa. Saranno contente le altre località coinvolte nel sapere che l’unica certezza è che l’abitato di Villanova non sarà interessato dal passaggio di mezzi. Era stato speso come parametro positivo anche l’utilizzo del biometano per alimentare i mezzi di servizio alla centrale ma, anche se nell’autorizzazione si fa ancora riferimento al distributore interno, ci risulta che questo è stato stralciato. Non sarà indifferente l’aumento di inquinamento“.

“Il Servizio Mobilità del Comune di Ferrara – evidenziano – valuta questa situazione accettabile e non particolarmente rilevante e, presa visione dei calcoli di traffico incidenti sulla via Pomposa, li ha espressamente ritenuti non particolarmente rilevanti. L’amministrazione provinciale inoltre non ha espresso nessun parere sul traffico. Il nostro tentativo di chiedere un suo intervento, considerato il coinvolgimento di diversi comuni del territorio, non ha avuto nessun risultato. Anche se la legge ritiene regolamentari le distanze fra i diversi impianti, crediamo che tanti sindaci del nostro territorio, e soprattutto i residenti, debbano affrontare i problemi del traffico derivante dalle numerose centrali già presenti al quale si aggiungerà quello delle centrali in progetto”.

I cittadini tuonano: “La misurazione fatta dall’amministrazione provinciale del traffico solo nell’incrocio via Pomposa-via Ponte Assa, peraltro il 28 ottobre 2021, periodo dell’anno in cui è meno presente il traffico legato sia all’attività agricola ordinaria che turistica, non può a nostro avviso essere considerato l’unica valutazione possibile. Gli stessi progettisti riconoscono che non è rappresentativo del traffico del periodo agosto-settembre, nel quale esiste già un traffico legato all’attività agricola, al quale si sommerebbe il traffico della centrale”.

“Solo la società ApisFe1 – ricordano – dichiara, nelle controdeduzioni alle nostre osservazioni, che la valutazione delle problematiche sollevate riguardo al traffico dai residenti rimane prerogativa di Arpae, ma che «come società» adotteranno tutte le accortezze per limitare al massimo una problematica la cui esistenza non intendono negare. Sono ancora molte le perplessità ma ci fermiamo al fatto che Arpae, ai fini del rilascio dell’autorizzazione alla realizzazione dell’impianto avrebbe dovuto tener conto della quantità e della distanza delle biomasse, come previsto dalla Delibera 51/2011 della Regione Emilia Romagna e non ci sembra che sia stato fatto o in ogni caso restiamo in attesa di chiarimenti viste le dimensioni dell’impianto che a nostro avviso non sono state tenute in considerazione. Inoltre la stessa delibera prevederebbe anche una valutazione della localizzazione degli impianti nel territorio rurale”.

Inoltre, “la dottoressa Gabriella Dugoni di Arpae Ferrara risponde ad un nostro accesso agli atti che «nel corso dell’istruttoria condotta per il rilascio dell’Autorizzazione Unica si sono valutate positivamente le motivazioni addotte dal proponente circa la localizzazione proposta e contenute nel documento Rapporto ambientale parte integrante della documentazione presentata». Nessuna valutazione alternativa. La Delibera dell’Assemblea Legislativa peraltro non è stata neanche citata nei riferimenti normativi della Determina di Autorizzazione Unica, e nel rapporto ambientale presentato dalla Società, non era presente nessuna motivazione o valutazione di siti alternativi ma la sola affermazione da parte della Società ApisFe1 che questa localizzazione era per loro «sinteticamente soddisfacente» per la vicinanza del metanodotto, della strada provinciale e della gran parte delle biomasse“.

“Ci sarebbero secondo noi – concludono – i motivi fondati per chiedere al dottor Christof Erckert della società Alvus, principale responsabile del progetto, la presentazione di un piano industriale vero per capire come opererà effettivamente l’impianto, e di conseguenza cosa succederà in questo territorio. Non siamo noi cittadini che possiamo farlo“. Quanto alla situazione del traffico, “ci rivolgiamo al progettista ingegner Alberto Bassi, della Delta Engineering Service di Ferrara, che crediamo conosca la situazione del territorio e della viabilità locale, per avere chiarimenti riguardo alle stime fatte sul totale dei viaggi, sulle distanze effettive che dovranno percorrere le biomasse, su quali mezzi verranno utilizzati, sulle portate di questi mezzi, su quanti giorni e quante ore lavorative al giorno sono calcolati i viaggi, perché a noi non tornano proprio i conti“.

 

 

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