All’ospedale di Cento una nuova colonna laparoscopica da 130mila euro
Un investimento sulla sanità del territorio e sulla qualità delle cure. All’ospedale di Cento in funzione una nuova colonna laparoscopica di ultima generazione
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Cooperativa Serena proseguirà anche per la primavera-estate 2026 la gestione dei Cafè della Memoria. Si conferma il valore di un progetto che negli anni è diventato un punto di riferimento stabile per le persone con disturbi cognitivi e per i loro familiari
Le classi dell'IIS Copernico Carpeggiani e del Liceo Ariosto hanno conquistato l'accesso alla finale nazionale del Green Game
Oltre 2.400 controlli ambientali effettuati in un anno, 200 illeciti amministrativi accertati, 66 notizie di reato e decine di sequestri. Sono alcuni dei numeri dell’attività svolta nel 2025 dai Carabinieri Forestali in provincia di Ferrara, illustrati agli studenti delle classi prime della scuola media “Don Milani”
Nella tarda serata dello scorso 4 marzo, i Carabinieri della Stazione di Ferrara hanno arrestato un 36enne allontanatosi arbitrariamente dall’abitazione, fuori dagli orari previsti
Avrebbe adescato una ragazzina appena 14enne, inviandole foto dei suoi genitali e inducendola a fare altrettanto, attraverso lusinghe e regali per provare ad ottenere la sua fiducia. È quello di cui dovrà rispondere un cittadino 48enne residente sul territorio ferrarese, accusato di adescamento di minore, pornografia minorile e corruzione di minorenne nei confronti di una compagna di scuola di sua figlia per alcuni fatti avvenuti tra febbraio e novembre 2018.
Stando a quanto viene contestato dal pm Marco Imperato, tutto sarebbe partito da alcuni messaggi su Instagram che l’uomo, fingendosi un’altra persona, avrebbe iniziato a inviare alla presunta vittima con l’obiettivo di entrarci in confidenza e di sfidarla a scrivere ad un adulto, suggerendole di mettersi in contatto con il proprio profilo reale.
Una volta in contatto, la conversazione si sarebbe poi spostata su WhatsApp, dove l’imputato avrebbe continuato uno scambio molto più spinto e con richieste di vario tipo, disturbando e importunando la giovane anche con telefonate notturne, fino a quando l’avrebbe addirittura invitata a casa sua per avere un rapporto sessuale, che per sua fortuna non avvenne.
Decisivo, in quella circostanza, sarebbe stato l’intervento di un’amica della vittima che, informando in maniera tempestiva la madre della giovane di quanto stava per accadere, avrebbe evitato il peggio e successivamente permesso di denunciare l’uomo, oggi difeso dall’avvocato Micaela Zannini.
Ieri (giovedì 8 giugno) in tribunale a Ferrara, davanti al collegio giudicante, composto dalla presidente Piera Tassoni con a latere i giudici Carlotta Franceschetti e Giulia Caucci, sono stati sentiti sia il padre che la madre della ragazza, assistiti dall’avvocato Roberto Bassi. Entrambi hanno confermato la versione dell’accusa, con la donna che, in aula, ha anche raccontato di aver fatto immediatamente cancellare la chat dal telefono della figlia, dopo essere venuta a conoscenza del fatto. Un dettaglio, quest’ultimo, che potrebbe giocare un ruolo importante nel processo.
Insieme a loro ha testimoniato anche il maresciallo dei carabinieri, che ha riferito sulle modalità con cui si sono svolte le indagini, a partire dalla telefonata e dal successivo colloquio avuto con la dirigente scolastica dell’istituto frequentato dalla giovane, che consegnò nelle sue mani la relazione di alcuni insegnanti, da cui partì il procedimento. Inoltre, particolare attenzione è stata fornita ai tabulati telefonici e alle utenze telefoniche ricavate dal telefono dell’imputato, sequestrato insieme al suo computer.
Al termine dell’udienza, il giudice ha rinviato al 23 novembre, quando saranno sentiti altri sei testimoni ed eventualmente si procederà anche all’esame dello stesso imputato.
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