Grattacielo: “Si aspettava solo la miccia”
Una ex residente denuncia lo sgombero del Grattacielo di Ferrara come un trauma umano e sociale, accusando clima di razzismo e responsabilità condivise
Una ex residente denuncia lo sgombero del Grattacielo di Ferrara come un trauma umano e sociale, accusando clima di razzismo e responsabilità condivise
"Il fatto che non si siano trovate soluzioni è abbastanza surreale". L'ex ministro Andrea Orlando (Pd) a Ferrara per parlare di sviluppo economico del territorio interviene brevemente anche sullo sgombero del Grattacielo
Riceviamo e pubblichiamo integralmente le dure critiche rivolte al sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, dai Volontari e Volontarie Comitato Torri ABC Grattacielo, che contestano le dichiarazioni pubbliche rilasciate dal primo cittadino in merito alla situazione del Grattacielo e alle operazioni di sgombero
Dopo lo sgombero delle torri A e C del Grattacielo, concluso giovedì 12 febbraio, la tensione si è spostata dai piani dell'edificio ai social network. Al centro della polemica, due fotografie pubblicate dal sindaco Alan Fabbri nei commenti al proprio post serale
"Una giornata campale che ricorderemo per molto tempo". Così Silvia Imbesi (Unità di strada - Caritas Ferrara) ha descritto il primo giorno alla struttura di San Bartolo messa a disposizione dall'Ausl per accogliere tra le 70 e le 80 persone sfollate dal Grattacielo
Codigoro. Era già stato arrestato due giorni prima in flagranza di reato a Codigoro perché, dopo essere stato denunciato dai genitori esasperati dalle sue continue vessazioni, aveva violato la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese.
E sabato scorso è stato portato in carcere. Il giudice, infatti, sulla base delle segnalazioni dei Carabinieri e della Procura estense, ha ritenuto, considerata la pericolosità dell’uomo, di disporre la custodia cautelare in carcere, come unica misura adeguata per impedire la reiterazione dei reati che gli vengono contestati.
Il provvedimento scaturisce dalla condotta dell’uomo, il quale, come riconosciuto dal giudice per le indagini preliminari, ha trasgredito reiteratamente e nell’immediatezza dell’applicazione della misura, la prescrizione di non avvicinarsi né comunicare con in genitori.
L’uomo, 35 anni, pregiudicato, è stato così portato in carcere dai Carabinieri della stazione di Mesola.
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