Donazioni per la Romagna: “Se la Regione rinuncia alla Cispadana sarebbero subito disponibili 250 milioni”
La provocazione di Silvano Tagliavini a nome del Coordinamento cispadano NO autostrada–SI strada a scorrimento veloce
Mentre la macchina della solidarietà si è messa in moto per gli alluvionati della Romagna, il Coordinamento cispadano NO autostrada–SI strada a scorrimento veloce suggerisce al presidente della Regione Stefano Bonaccini di rinunciare agli oltre 250 milioni del progetto autostradale Cispadana.
“Una donazione veloce da eseguire e di una consistente entità”, commenta Silvano Tagliavini a nome del coordinamento. Rinunciare al progetto di autostrada a favore di quello della realizzazione di tratti mancanti di strada a scorrimento veloce renderebbe disponibili circa 250 milioni di euro “che sono la differenza tra il costo a carico di Regione e Stato per l’autostrada e il costo di completamento della ‘strada a scorrimento veloce‘”.
Secondo il coordinamento”è solo così che Bonaccini e la sua Giunta dimostrerebbero la reale volontà di ricostruire la Romagna” fornendo “un concreto aiuto economico a quelle migliaia di cittadini e aziende che hanno perso tutto a causa di una dissennata cementificazione (Regione Emilia Romagna al terzo posto per consumo di suolo in Italia, Comune di Ravenna al secondo)”.
Un secondo suggerimento il coordinamento lo dà al Governo, sempre in ottica donazioni agli alluvionati, cioè “distogliendo quei 200 milioni di euro messi in Bilancio nel 2022 dal Governo Draghi, Ministro dei Trasporti Giovannini, per la realizzazione della Cispadana autostradale. Soldi immediatamente utilizzabili per aiutare la popolazione romagnola. E’ così che Primo Ministro e Ministro dei Trasporti avrebbero potuto dare, nella loro visita alle popolazioni colpite, un segno tangibile, concreto, della loro vicinanza”.
“Cementificazione – conclude Tagliavini – e mancata messa in sicurezza idro geologica che a seguito dei cambiamenti climatici sono la causa di quanto successo e di quanto succederà se non mettiamo un freno alla folle rincorsa al primato del Pil a tutti i costi. Si può crescere in Pil (Prodotto Interno Lordo) valutando esclusivamente l’aspetto della finanza come fatto fino ad ora o adottare la formula del Bil (Benessere Interno Lordo) che si preoccupa del benessere in termini sociali incominciando con il rispettare l’ambiente,’la nostra casa comune’ dice Papa Francesco, perché solo così potremo mettere le basi per uno sviluppo eco-sostenibile dando un futuro a chi verrà dopo di noi”.