Carcere. Il Sinappe proclama lo stato di agitazione
La segreteria provinciale del sindacato Sinappe di Ferrara proclama lo stato di agitazione del personale della Polizia Penitenziaria del carcere di via Arginone
La segreteria provinciale del sindacato Sinappe di Ferrara proclama lo stato di agitazione del personale della Polizia Penitenziaria del carcere di via Arginone
Per qualche ora è rimasta la paura che, sotto il rimorchio di un autotreno, potesse esserci una bambina o un bambino rimasto schiacciato. Un’ipotesi terribile che ha tenuto tutti con il fiato sospeso. Poi, con il passare dei minuti, l’intervento dei vigili del fuoco ha permesso di fare chiarezza e, fortunatamente, di scongiurare il peggio
Intervengono per sedare una lite in famiglia e trovano un bel po' di droga. È quanto accaduto nella tarda serata di mercoledì 26 agosto a Porto Garibaldi, dove i carabinieri - dopo aver sequestrato la sostanza stupefacente rinvenuta - hanno arrestato un uomo
Riva del Po rafforza la sicurezza dopo l’aumento dei furti: 370mila euro per una rete di 50 telecamere, 200 adesioni al Controllo di Vicinato e nuovi pattugliamenti sul territorio
Migliora la disponibilità di acqua nel tratto ferrarese del Po, ma l’emergenza idrica non è ancora alle spalle. È questo il quadro emerso dalla riunione dell’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici del Distretto del fiume Po
Era accusato di atti persecutori e violenza sessuale continuati negli anni nei confronti dell’ex compagna. A puntare l’indice contro di lui era la sua ex compagna.
Secondo l’accusa l’uomo, 41enne di nazionalità italiana, avrebbe perseguito l’ex, 37enne di nazionalità rumena, dal marzo del 2018 al luglio del 2019.
Una storia difficile la loro, ulteriormente complicata dal fatto che l’uomo stava con un’altra persona dalla quale aveva avuto un figlio. Poi lei è rimasta incinta. Lui, secondo al versione di lei, dopo la nascita del piccolo, era diventato estremamente possessivo e violento.
La seguiva, la ricattava per ottenere favori sessuali. In caso contrario non le avrebbe dato denaro per la babysitter e non le avrebbe permesso di portarlo in Romania dalla famiglia di lei.
A questo si aggiungevano offese continue, telefonava in continuazione la notte, percosse.
In aula hanno testimoniato a favore della vittima una collega di lavoro e un’amica, che però hanno potuto solo riferire fatti e circostanze apprese dalla stessa parte offesa. Testimonianze che in qualche occasione sono sembrate contraddittorie al tribunale collegiale.
In sede di discussione la pm Lisa Busato aveva chiesto la condanna a sei anni e mezzo. La difesa, sostenuta dall’avvocato Chiara Rodio del foro di Bologna, ne aveva chiesto l’assoluzione forte delle contraddizioni di parte civile e testi.
Il tribunale ha assolto l’imputato con formula piena perché il fatto non sussiste.
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