Un paio di giorni di pioggia, tranquilla e benefica, sono bastati per fare affiorare grandi pozzanghere nelle nostre campagne, riempire ogni fosso disponibile e deteriorare ampi tratti della viabilità ordinaria.
Lo stato di degrado e l’assenza di manutenzione del territorio ferrarese, in circostanze come queste sono evidenti.
Gran parte delle piogge cadute in questi giorni sono andate perdute e non potranno essere usate come riserva di acqua dolce nei futuri periodi di siccità. Il Consorzio Pianura di Ferrara riesce, con un efficace approccio innovativo a conservarne solo una parte limitata (se pure importante) attraverso la propria rete di canali di scolo-irrigazione, ma servirebbero invasi, anche di piccole dimensioni, collocati in nodi strategici della rete.
Le campagne sono parzialmente allagate perché i terreni sono eccessivamente costipati e privi oramai da troppi anni della trama delle scoline e fossi minori. Non è ora che le Associazioni agricole affrontino il problema delle tecniche di conduzione dei terreni con una maggiore attenzione al problema della conservazione delle acque e della ricarica delle falde?
Nel fondo di fossi di prima raccolta delle acque piovane, specialmente quelli che costeggiano le strade, stanno oramai crescendo arbusti e alberi che ostruiranno presto lo smaltimento dell’acqua, oltre a sostenere la formazione di roveti che renderanno invisibili grandi porzioni di terreno.
La mancanza delle cunette sui cigli erbosi che fiancheggiano le strade aumenta il pericolo che profonde e larghe pozzanghere costituiscono per la circolazione e la sicurezza stradale.
Sono solo esempi pratici della conseguenza della frammentazione delle competenze per la difesa del territorio tra una pluralità di Enti, dell’impoverimento tecnico e organizzativo delle pubbliche amministrazioni, del disinteresse per le frazioni e i territori fuori dai perimetri urbani.
Dove sono la Politica, i partiti, le Istituzioni? Per piacere, svegliatevi!
Maria Giulia Simeoli