Cronaca
11 Marzo 2023
I fatti risalenti a un periodo tra il 2011 e il 2019. Durante la propria requisitoria, il pm aveva chiesto 4 anni

Botte e minacce alla moglie, condannato a due anni e mezzo per maltrattamenti

di Davide Soattin | 2 min

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È stato condannato a due anni e sei mesi, oltre che al pagamento di una provvisionale di 5mila euro, il 41enne di nazionalità marocchina che, tra il 2o11 e il 2019, si è reso responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia, sia fisici che psicologici, ai danni della moglie 24enne.

La sentenza è stata letta ieri (venerdì 10 marzo) dalla giudice Carlotta Franceschetti ed è arrivata dopo la requisitoria con cui il pm, per l’imputato, aveva chiesto 4 anni di pena.

In alcune occasioni, la donna era stata picchiata e aveva riportato delle lesioni, spesso con l’utilizzo di forbici, coltelli, bottiglie di vetro. Dopo le percosse era stata costretta alle cure dell’ospedale, ma ha sempre nascosto ai medici l’origine di quelle ferite.

Tranne in due casi, il 22 febbraio del 2018 e il 9 settembre dello stesso anno, quando ha riferito che era stato il marito a ridurla così.

Dopo quegli episodi la vittima, assistita dall’avvocato Giampaolo Remondi, sceglie di denunciare.

Alle botte si aggiungono le minacce di morte, rivolte anche in presenza della figlia minorenne, nel caso lei lo avesse denunciato.

Altre volte invece la umiliava, sia in privato che di fronte ad altre persone, cercando di impedirle di frequentare dei corsi serali e minacciando di lasciare la figlia da sola in casa e di chiamare i servizi sociali se avesse continuato nella frequenza.

A questo si aggiunge il fatto che più volte l’uomo avrebbe omesso di contribuire al mantenimento della famiglia, costringendo così la moglie a provvedervi esclusivamente, anche ricorrendo a richieste di denaro ai propri familiari.

Tutto questo dal 2011, anno di inizio della convivenza, fino al 29 marzo 2019, quando la donna riesce ad abbandonare la casa e trovare una casa rifugio per lei e la figlia grazie all’aiuto del Centro Donna e Giustizia.

 

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