Economia e Lavoro
1 Marzo 2023
Ieri oltre 150 persone hanno manifestato davanti ai cancello dello stabilimento di Ostellato per il pagamento degli stipendi e le progettualità future: "Si stanno dividendo i lavoratori"

Fox Bompani, Verla (Fiom): “Vertenza simbolo della situazione lavorativa nel Ferrarese”

di Davide Soattin | 5 min

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(foto Fiom Modena)

Ostellato. Prosegue il presidio sindacale con sciopero davanti ai cancelli della Fox Bompani. Ieri (28 febbraio) c’erano più di 150 persone a far sentire la loro voce e a manifestare per chiedere chiarezza sul pagamento degli stipendi e sul futuro dello stabilimento.

A dar manforte alla mobilitazione, insieme al direttivo Fiom-Cgil di Ferrara, anche le delegazioni sindacali di Imola, Ravenna, Bologna, Modena e Parma.

“Siamo in una fase – spiega Giovanni Verla, segretario generale Fiom – in cui non c’è la certezza sulla continuità della produzione in futuro e sull’assetto societario. Ieri (lunedì per chi legge, ndr) l’azienda ha dichiarato che è stata inviata la richiesta di finanziamento a InvItalia, ma a oggi indicazioni certe non ne abbiamo”.

Verla aggiunge: “Siamo anche in attesa che la Regione e l’assessore Colla ci diano i loro riscontri in proposito, oltre che in merito alla richiesta di incontro al Ministero. C’è bisogno poi che si risolva il nodo delle relazioni sindacali. Non si può andare avanti con un’azienda che non vuole affrontare un confronto vero con la rappresentanza sindacale“.

A proposito della vertenza sullo stabilimento di Ostellato, il segretario generale Fiom ha poi ribadito l’intenzione che “diventi simbolo della condizione del lavoro nella nostra provincia”. “Un territorio – prosegue – in cui la prospettiva industriale continua a essere sempre più contratta e in cui ci sono situazioni di crisi, di ristrutturazione come nel caso della Vm di Cento, o di assenza di politiche come succede per il Polo Chimico. C’è la necessità che si accenda un faro permanente e che ci sia un’azione e un’iniziativa che parta anche dalle istituzioni locali“.

Emanuele Farinelli della segreteria Fiom Cgil si è poi soffermato sulla notizia degli ultimi giorni, quella relativa ad alcuni stampi necessari alla costruzione delle cucine che, a detta dei lavoratori in uscita dallo stabilimento, sarebbero stati portati via da Ostellato: “Abbiamo la prova certa che l’azienda li ha trasferiti in un altro stabilimento fuori Ferrara. Si tratta di stampi che servivano per la costruzione e l’assembramento di 1.200 cucine e che intenzionalmente sono stati trasferiti per vanificare lo sciopero dei ragazzi”.

A tal proposito, Farinelli evidenzia: “Si tratta di una mancanza di rispetto completa nei confronti dei lavoratori perché praticamente si va a buttare a mare anche quello su cui noi, come Fiom, avevamo chiesto di ragionare. Si è deciso di produrre, in maniera scientifica, la messa in atto di un piano di divisione dei lavoratori“.

“Ieri – spiega poi il sindacalista – è iniziata a circolare la voce interna di una possibile richiesta di straordinari. Questo perché ci sono lentezze dovute alla poca esperienza dei lavoratori che oggi vengono impiegati. Sono circa una trentina sui totali cento e passa, però al momento, le persone che vengono utilizzate, non sono tutte esperte nella produzione di cucine, ma lavoratori che, durante la normale attività lavorativa, hanno diverse responsabilità. Considerando che le 1.200 cucine che stanno producendo, devono consegnarle per venerdì, è plausibile che ci sia stata una richiesta di straordinari”.

La situazione, comunque, non tende a evolvere in positivo. Anzi, non si segnala nessun passo in avanti tra la proprietà e le organizzazioni sindacali come già sottolineato da Verla in precedenza. “Ad oggi – conclude Farinelli – non c’è stato minimamente spiegato quale sarà il nostro destino. Non è mai stato aperto il canale di dialogo che noi avevamo chiesto e che ritenevamo fondamentale proprio per comprendere al meglio che cosa si stava facendo e cosa no per risolvere questo delicato momento”.

Al presidio erano presenti anche Fabio Tosi ed Elena Rossi, rispettivamente sindaci di Fiscaglia e Ostellato, che hanno dichiarato un’importante “vicinanza e solidarietà ai lavoratori”, ma anche il loro “massimo impegno perché si arrivi a trovare una soluzione che possa garantire continuità produttiva nel sito”.

Solidarietà arriva anche da Daniela Fuschini del Partito di Rifondazione Comunista: “La nostra solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici della Fox Bompani sono scontate da sempre e lo dimostra il fatto che non siamo mai mancati davanti ai cancelli dell’azienda quando si lottava per salvaguardare lavoro e salario. E oggi, con la scelta dello sciopero ad oltranza per chiedere, non solo il pagamento dei salari arretrati, ma anche quale progetto la proprietà è in grado di mettere in campo per salvare, non solo un marchio storico ma la vita di tante famiglie e del nostro territorio“.

“Bene – afferma – ha fatto questa mattina Giovanni Verla segretario generale Fiom a ricordare gli oltre 50 anni di storia della Bompani e le migliaia di lavoratori e lavoratrici che qui hanno trascorso buona parte della loro vita e di come ora ci sia bisogno che le comunità locali sostengano questa lotta che è di tutti e tutte. Per decenni i lavoratori e i loro rappresentanti hanno accettato contratti anche al ribasso nella speranza di poter salvaguardare il posto di lavoro nonostante da oltre 30 anni l’azienda non faccia investimenti per migliorare la capacità e le condizioni produttive”.

Fuschini va avanti: “Ma determinante in questa vicenda è il ruolo delle istituzioni, locali ma soprattutto regionali che per troppo tempo non hanno compreso che la crisi della Bompani non è null’altro che la punta dell’iceberg dell’abbandono di questo territorio. Un territorio che in regione ha la più bassa natalità, la più alta percentuale di anziani, la più alta percentuale dell’abbandono scolastico, delle infrastrutture obsolete a partire dalla superstrada in molti tratti ancora impraticabile, una ferrovia che ha chiuso tanti passaggi a livello sacrificando tante comunità in cambio di niente, e poi il ponte sulla Sp 1 chiuso all’improvviso perché pericolante con gravissimi disagi per i locali e per tutto il territorio ma che dopo tante lotte fortunatamente dovrebbe essere riaperto a breve. Pertanto se non si comprende che attraverso la salvezza di questa storica fabbrica passa il rilancio di questa martoriata area geografica si prospetta un futuro incerto per tutti“.

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