
Federico Orlandini
Il fatto della settimana riguarda il processo Cidas che coinvolge il vicesindaco Nicola Lodi. La sentenza, di condanna o assoluzione, deve ancora arrivare. Tutti gli schieramenti, mi sembra, abbiano dato un buon esempio di comportamento garantista. Nessuno si è stracciato le vesti, nessuno ha esultato con tifo da stadio.
Per un garantista convinto come me, questo mi sembra finalmente un bel segnale da parte del mondo della politica. Per quanto mi riguarda, il mio pensiero sarebbe stato il medesimo anche in caso di condanna, fermamente convinto del principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva. Dirò di più, per chi crede come Italia viva nella non colpevolezza fino a prova contraria (sentenza definitiva), non può non rilevare come tale principio si ponga in netto contrasto con la legge Severino che prevede la sospensione dalla carica anche in caso di sentenza di condanna in primo grado. In uno stato di diritto come il nostro ciò non dovrebbe avvenire e non si dovrebbe dimenticare che l’incarico pubblico nel nostro caso deriva da una volontà popolare, che non può essere sovvertita da un provvedimento non definitivo che accerti responsabilità gravi.
Altro argomento sulle pagine dei giornali è il traffico di droga che, quantomeno come indice di quantità di spaccio, non pare diminuito, anzi.
Per rispondere compiutamente dovrei travalicare i confini comunali e non mi pare la sede. Posso dirle che, premesso appunto che la sicurezza è un argomento più ministeriale che comunale, non credo comunque che le politiche espresse dall’attuale giunta, e in particolare dal vicesindaco, in tema di sicurezza pubblica, siano la risposta corretta. Al contrario credo che la risposta corretta debba ritrovarsi in una serie di attività istituzionali che non possono prescindere dalla istruzione e soprattutto eduzione dei più giovani. Le politiche proibizionistiche storicamente non hanno mai pagato, soprattutto verso i più giovani, spesso proprio alla ricerca della trasgressione. In buona sostanza non penso che chiudendo i parchi si sia risolto il problema dello spaccio. Semplicemente dalla zona Gad si sono trasferiti nelle zone limitrofe. Quindi cosa facciamo? Tappezziamo la città di inferiate e cancelli e togliamo le panchine? C’è bisogno di analizzare e approcciare i problemi con maggiore lungimiranza.
Di recente il suo partito, Italia Viva, si è dissociato dalle posizioni della consigliera Anna Ferraresi sul tema Fè.Ris.
Beh, siamo stati costretti dalle continue esternazioni della consigliera che nulla hanno a che vedere con la nostra missione e col nostro credo politico e che rischiavano di creare ambiguità nei confronti dei nostri elettori. Vorrei sottolineare con forza che noi non siamo né a favore né contro il progetto Fe.Ris. Non è questo il punto. Secondo noi la questione deve essere affrontata senza pregiudizi ideologici e posizioni preconcette.
Come potrei da liberale convinto dirmi contrario ad un progetto che in partenza vuole investire un sacco di denaro nella mia città, che fra l’altro, ne ha tanto bisogno? Io quel progetto lo voglio conoscere e poter valutare nel merito. Fino ad oggi invece credo che non si sia fatto, complice certamente una non corretta comunicazione da parte delle istituzioni locali e in primis del sindaco, che sembrerebbe il grande artefice del progetto. Nel merito le posso dire che sono fermamente convinto che il progetto debba includere per forza l’Università per far si che i legittimi interessi privati trovino corrispondenza in quelli, altrettanto legittimi, della collettività. E a io modestissimo avviso, dovrebbe essere proprio questo il compito delle istituzioni locali.
Rimanendo in tema di grandi investimenti, si apre il capitolo petrolchimico.
Che attualmente, diversamente da come ne parla la maggior parte, è un luogo e non un sistema. Un luogo nel cui perimetro si inseriscono molte aziende che lavorano in autonomia e non in un ottica di rete industriale. Mi limito a dire che innanzitutto serve un interlocutore e una Università che recuperi un ruolo che è stato perso negli ultimi 20 anni. Come mi dice sempre l’amico Claudio Ferranti, dirigente di Iv Ferrara e profondo conoscitore dell’argomento, c’è necessità di ripartire innanzitutto da ciò che si ha e quindi dall’ascoltare innanzitutto le esigenze di quelle aziende che oggi sono presenti.
Lasciamo il campo dell’economia e guardiamo a quello della politica. Tra poco più di un anno i ferraresi saranno chiamati a votare il nuovo sindaco. Se nel centrodestra giù si conosce il candidato, nel centrosinistra tutto è ancora in itinere. Il Terzo Polo che prospettive ha?
Come ho già detto qualche settimana fa e come peraltro ribadito anche dagli amici di Azione, l’ideale sarebbe poter presentare alla città un candidato di rottura e di alto profilo. Al momento non posso farle alcun nome; mi piacerebbe ma non posso. Ci tengo però a ribadire il nostro tentativo di inaugurare una nuova stagione politica, dove al centro non ci stanno gli slogan con le mode del momento, ma concetti e idee portati avanti con convinzione ma soprattutto competenza e l’approccio al progetto FE.Ris lo dimostra. Ciò non significa che gli scenari non possano cambiare in futuro. La cosa certa è che il candidato che sosterremo dovrà condividere i nostri stessi ideali liberali e democratici.
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