
(foto di Riccardo Giori)
Vuole dire qualcosa? “No, vado a lavorare. Sono ancora vicesindaco“. La tensione delle ultime ore, vissute sospeso tra l’apprensione della condanna e la speranza di avere un’assoluzione, il vicesindaco Nicola Lodi, l’ha scaricata così. Con una battuta, pochi minuti dopo la decisione del gup Danilo Russo di restituire gli atti del processo Cidas al pm per ka riqualificazione del capo di imputazione.
Un fatto, quest’ultimo, su cui Lodi è tornato nel primo pomeriggio di ieri (giovedì 16 febbraio) con un post su Facebook, in cui spiegava ai propri ‘seguaci’ social gli ultimi aggiornamenti del procedimento giudiziario a suo carico.
“Poco fa – ha scritto – il giudice ha deciso di rinviare gli atti in Procura perché non ha trovato alcun riscontro con il reato di concussione. A quel punto sarà il pubblico ministero a decidere se procedere con una nuova accusa o archiviare. Le motivazioni, che escludono intimidazioni o costrizioni da parte mia, mi rendono ancora più fiducioso per gli sviluppi futuri“.
Il giudice in realtà ha ravvisato che nel comportamento del vicesindaco verso il presidente della cooperativa non ci fosse stata costrizione (cosa che farebbe rientrare il fatto nell’alveo della concussione), bensì induzione indebita. Questa è l’ipotesi che dovrà vagliare il pm.
“È una giornata triste invece – ha aggiunto – per chi oggi, incapace di battermi sui risultati, “attendeva sulla riva del fiume il mio cadavere. Oggi resto il vicesindaco di questa città e continuerò a battermi per il bene dei cittadini e di questo territorio, senza risparmiare energie, come ho sempre fatto, fiducioso nel lavoro della magistratura”.
Soddisfatto anche il sindaco Alan Fabbri: “L’accusa formulata nei confronti del vicesindaco Nicola Lodi non ha trovato riscontro. Cade la concussione e i fatti si rivelano diversi da quanto fino ad oggi contestato. Secondo il codice, il giudice deve restituire gli atti al pm, dal momento che non può giudicare un fatto diverso da quello descritto nell’imputazione e nel farlo esclude che da parte del vicesindaco ci siano state costrizioni o intimidazioni. Pertanto siamo fiduciosi per gli sviluppi futuri di questa vicenda, che non manifesta nessun contenuto sostanziale”.
“Ricordiamo inoltre – conclude Fabbri – che la presunta vittima, nelle more del procedimento penale, è già stata condannata in primo grado per diffamazione ai danni di Lodi, per gli stessi fatti. Ora attendiamo le successive fasi del procedimento, confermando la nostra piena fiducia nella magistratura. E confermo la mia fiducia nell’azione amministrativa del vicesindaco. Continuiamo con il nostro lavoro per la città e per i cittadini. Grazie ai tanti che hanno manifestato piena vicinanza all’amministrazione”.
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