Carcere. Le opposizioni chiedono commissione consiliare ad hoc
Le opposizioni in Consiglio comunale chiedono la convocazione di una commissione consiliare dedicata alla situazione della Casa circondariale "Costantino Satta" di Ferrara
Le opposizioni in Consiglio comunale chiedono la convocazione di una commissione consiliare dedicata alla situazione della Casa circondariale "Costantino Satta" di Ferrara
Intervento di Paola Peruffo, componente del direttivo provinciale di Fratelli d'Italia: "Positivo l’impegno del Comune di Ferrara"
I Consiglieri comunali Fabio Anslemo (Civica Anselmo) e Davide Nanni (Pd) intervengono sulla cessione di Amsef: "Perché tenere nascoste le carte se il “perfezionamento” della cessione di Amsef era una formalità ormai così imminente?"
Il gruppo consiliare Alan Fabbri Sindaco ha depositato una mozione in Consiglio comunale a Ferrara con cui chiede un'accelerazione degli interventi per contrastare il fenomeno del cuneo salino e rafforzare la capacità di accumulo delle risorse idriche nel territorio ferrarese
Il Comune di Ferrara, attraverso l'Assessorato alle Pari Opportunità, ha aderito alla campagna di sensibilizzazione promossa dalla Ministra Eugenia Roccella mediante uno specifico orientamento approvato dalla Giunta comunale nel febbraio scorso
“Hanno dichiarato lo stato di agitazione, hanno indetto il digiuno durante i turni di servizio, stanno presentando una montagna di richieste di trasferimento: gli agenti di polizia penitenziaria di Ferrara sono stremati dal crescendo di aggressioni da parte dei detenuti, che avvengono quotidianamente nella casa circondariale di via Arginone. Le istituzioni e gli organi competenti non possono lasciarli soli, devono correre ai ripari quanto prima e intervenire urgentemente per tutelarli. La situazione è insostenibile”. Francesco Carità, capogruppo dei consiglieri comunali di Ferrara Cambia, ancora una volta denuncia con fermezza il grave problema della sicurezza per i poliziotti del carcere cittadino (di cui recentemente aveva sottolineato le criticità nella detenzione di condannati psichiatrici).
Ora Carità alza la voce chiedendo interventi mirati ed efficaci per difendere i diritti di quei 160 poliziotti operativi nel carcere di Ferrara, e per i quali – davanti ai ricorrenti episodi di violenza a loro danno – le sette firme sindacali che li rappresentano (Sappe, Osapp, Sinappe, Uilpa, Uspp, Fns-Cisl e Cnpp) hanno già lanciato l’allarme anche a mezzo stampa riferendo che nell’ultimo mese gli agenti infortunati hanno superato la doppia cifra.
“Il bollettino del personale in divisa aggredito è un segnale di gravissima criticità – segnala Carità – e indice di un’inadeguata ed insufficiente pianta organica: anche i sindacati di categoria lamentano che il numero di agenti attualmente in servizio non risponde alle necessità reali del contesto ferrarese; numero che tra l’altro si riduce a causa delle assenze per i continui infortuni. Questo grava ulteriormente su un’organizzazione ridotta all’osso e con carichi di lavoro sempre più difficili da gestire. Gli agenti, e anche le loro famiglie, sono preoccupati per la propria incolumità: per la salute fisica, ma anche mentale di chi svolge questa professione così delicata e estremamente stressante. Il degenerare di situazioni di violenza che si ripetono quotidianamente deve essere fermato, subito”.
Proclamando lo stato di agitazione i sindacati hanno reso nota la situazione al Prefetto, al sottosegretario alla Giustizia, al capo del Dap, alla direzione generale del personale, al provveditorato regionale e alla direzione della casa circondariale di Ferrara, e a ciascuno di essi hanno richiesto di intervenire secondo le proprie competenze: “Al momento i rappresentanti della polizia penitenziaria riscontrano però che non sia stato preso alcun provvedimento concreto per limitare questa ondata di violenza: assieme a loro, anche noi sollecitiamo tempestivamente una revisione generale dell’organizzazione del lavoro, un implemento degli organici e la messa in campo di soluzioni volte a ristabilire i livelli minimi di efficienza e sicurezza sul lavoro. Ulteriori ritardi non sono accettabili”.
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