Mer 25 Gen 2023 - 124 visite
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Giorno della memoria: due incontri dedicati al legame tra mondo cattolico e mondo ebraico

In occasione del Giorno della Memoria, il 26 e il 28 gennaio sono in programma due incontri dedicati ad altrettante figure che negli anni della guerra e delle deportazioni hanno svolto un ruolo fondamentale: Ruggero Bovelli e Vittore Veneziani

In occasione del giorno della memoria, giovedì 26 e sabato 28 gennaio sono in programma a Ferrara due incontri dedicati al legame tra mondo cattolico e mondo ebraico, e in particolare a due figure che negli anni della guerra e delle deportazioni hanno svolto un ruolo fondamentale: Ruggero Bovelli e Vittore Veneziani.

Giovedì 26 gennaio alle 17 presso Casa Cini, via Boccacanale Santo Stefano 24: “Essere solidali in tempo di guerra: Ruggero Bovelli e Vittore Veneziani”. Interventi: Paolo Gioachin con “Monsignore Ruggero Bovelli, l’aiuto agli ebrei negli anni della guerra”; Teresa Auletta, Laura Zanoli con “La Messa di Roveredo” di Vittore Veneziani. Modererà questo evento, organizzato dall’accademia Vittore Veneziani e dall’istituto di cultura Casa Giorgio Cini, Massimo Manservigi.

Sabato 28 gennaio alle 18 presso la chiesa di piazza Saint Étienne: Gian Carlo Perego celebra la messa cantata in memoria di Bovelli. La messa musicata da Veneziani (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Benedictus, Agnus Dei), da poco ritrovata, sarà eseguita dall’accademia corale “Vittore Veneziani” diretta da Teresa Auletta.

“Ruggero Bovelli nominato vescovo di Modigliana nel 1915 – spiegano gli organizzatori -, dal 1924 resse anche la sede di Faenza, promosso alla sede arcivescovile di Ferrara nel 1929, fece il suo ingresso in arcidiocesi il 5 gennaio 1930 e rimase in carica fino alla morte. Fu definito “Pastor et defensor” della città di Ferrara per la strenua difesa di tanti cittadini perseguitati, tra cui molti ebrei. Una sua lettera del 21 aprile 1945 al comando militare alleato impedì che l’esercito dei liberatori facesse uso di armi pesanti su Ferrara, da tre giorni evacuata dalle truppe tedesche”.

“Vittore Veneziani – spiegano ancora gli organizzatori -, direttore di coro e compositore ferrarese (1878-1958), condivise le discriminazioni che gli ebrei dovettero subire negli anni Trenta e Quaranta. Nel 1938, a seguito delle leggi razziali, fu espulso dal teatro alla Scala, dopo l’8 settembre 1943 fu esposto al costante pericolo della deportazione. Si salvò rifugiandosi in Svizzera, dove fu ospitato presso un istituto di suore a Roveredo, nei Grigioni italiani. Iniziò a dirigere, lui ebreo, il coro parrocchiale. Nel ’45, in occasione della fine dei lavori in chiesa, il parroco gli chiese di comporre una messa. Della composizione si erano perdute le tracce, ma grazie alle ricerche di Laura Zanoli, bibliotecaria del conservatorio Frescobaldi, il manoscritto è stato ritrovato”.

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