Politica
6 Gennaio 2023
L'esponente di Fratelli d'Italia intervistato da Estense.com: "Spesso ci sono un sacco di azioni ben riuscite, che non si riescono a far sapere. Ci vorrebbe maggiore capacità comunicativa da parte dell'amministrazione"

Centrodestra. Il bilancio del senatore Balboni (FdI): “La città è contenta, ma si potrebbe fare meglio”

di Davide Soattin | 8 min

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“Beh, è come chiedere all’oste se il suo è un buon vino”. Parte così, con una battuta, la risposta sul bilancio di fine anno relativo all’operato del centrodestra di Alberto Balboni, il senatore di Fratelli d’Italia rieletto per la quinta volta a Palazzo Madama alle ultime elezioni di settembre che, in un’intervista rilasciata a Estense.com, analizza lo stato di salute della coalizione Lega, FdI e Forza Italia a Ferrara, con uno sguardo alla campagna elettorale per le elezioni comunali del 2024 e alla ricandidatura di Alan Fabbri a sindaco.

A oggi non è ancora stata convocata la conferenza stampa di fine anno del sindaco Fabbri per fare il punto sul 2022. Dal canto suo, lei come giudica l’azione del centrodestra a Ferrara?

“Beh, è come chiedere all’oste se il suo è un buon vino (ride, ndr). Mi sembra che l’amministrazione comunale stia lavorando bene. A Ferrara ci vivo, ci lavoro e parlo con tantissima gente e, da quello che si sente, l’immagine e la credibilità di Alan Fabbri è molto ampia. Gode di un consenso diffuso rispetto alla sinistra, ma ci voleva poco a fare meglio. Finora, dopo un iniziale periodo di rodaggio, abbiamo prodotto azioni importanti durante questi tre anni. La città è contenta, anche se si potrebbe fare meglio. Anzi, qualcosa da mettere a punto ancora c’è, prima di concludere questa prima esperienza al governo del Comune: abbiamo davanti ancora un anno per poterlo fare”.

A cosa si riferisce?

“Beh, a due fattori principalmente. Il primo è l’incisività dell’azione amministrativa, dal momento che non sempre riusciamo ad ottenere i risultati che vorremmo, mentre il secondo è la comunicazione. Spesso ci sono un sacco di azioni ben riuscite, che non si riescono a far sapere. Ci vorrebbe maggiore capacità comunicativa da parte dell’amministrazione. Nonostante ciò, e lo ribadisco, il clima che si respira tra la gente è positivo. Quei giudizi negativi che si leggono arrivano solamente da parte degli esponenti del Pd e degli altri partiti di sinistra, che però finiscono per sviluppare critiche campate per aria, slegate da quella realtà che a parole dicono di rappresentare. Per loro, qualsiasi risultato raggiunto non va mai bene”.

A Ferrara tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia si va a braccetto, ma non è così in tutta la provincia. L’esempio di Comacchio è la prova.

“A Comacchio, il problema è stato rappresentato da persone inadeguate al ruolo che gli era stato affidato e che noi non sosterremo mai più. Se la Lega continuerà a essere rappresentata da questi signori, non avrà più il nostro sostegno. Ma lo avevamo già detto, ancora quando eravamo al 10% e, quindi, molto prima del successo elettorale alle ultime politiche. Se vorranno la collaborazione di Fratelli d’Italia, i leghisti dovranno prendere atto della necessità di cambiare la classe dirigente. Il sindaco Negri, è vero, è stato eletto anche con i nostri voti e per questo abbiamo subito chiesto scusa ai cittadini comacchiesi, che sembrano aver apprezzato visto il 38% che abbiamo raggiunto alle urne lo scorso settembre. Al momento diventa difficile trovare un sindaco senza che sia gradito a FdI per quel che riguarda Comacchio”.

E a Ferrara? Nei mesi scorsi ha detto di puntare tutto sulla ricandidatura di Alan Fabbri.

“Io non ho il potere di decidere per gli altri. Ad oggi, per quel che riguarda la posizione di Fratelli d’Italia, il sindaco Fabbri merita di essere ancora confermato. E per questo avrà il nostro sostegno perché si è impegnato seriamente, ha lavorato bene e si è conquistato sul campo il diritto di essere ricandidato. Per quanto riguarda gli altri, difficilmente la Lega potrà contestare un candidato che esce dal proprio partito, mentre per Forza Italia si dovrà chiedere a loro cosa ne pensano. Ma se FdI e Lega, che sono il 90% della coalizione a Ferrara, condividono Fabbri, penso che la partita sia già chiusa. Insomma, Alan è il candidato che ci può consentire di vincere. Aveva già una buona esperienza, che ha aumentato e incrementato, e penso che nel prossimo mandato avrà maggiori competenze”.

I suoi comprimari, invece, chi saranno?

“Se i numeri delle ultime elezioni dovessero essere confermati, il discorso è totalmente diverso per quel che riguarda la squadra di governo. Mi pare chiaro che se Fratelli d’Italia dovesse raggiungere un risultato elettorale importante, significherà che i cittadini chiedono che a rappresentarli siano esponenti di FdI in giunta. Questo perché se la gente vota e sceglie un partito, il partito ha il dovere di rappresentare la volontà popolare. Ma questo lo vedremo, noi lavoriamo per confermare il consenso amplissimo ottenuto in quest’ultima tornata”. 

Pensa però che lo strapotere di FdI si farà sentire alle prossime elezioni comunali?

“Strapotere è una parola che non mi piace affatto. Non c’è nessun strapotere, ma solamente numeri che ci assegnano un ruolo importante. Da parte nostra cercheremo di essere all’altezza del ruolo che i cittadini ci vogliono dare. Ovvio che c’è un risultato importante nell’ambito del centrodestra che è arrivato dalle ultime elezioni politiche, ma non è detto che questo si trasferisca automaticamente sul lato amministrativo. Noi lavoriamo al fine di ottenere il consenso più ampio, che vorrebbe dire dare un consenso più ampio anche al centrodestra”.

Più e più volte all’amministrazione leghista è stata contestata la scarsa preparazione politica. È un fattore da tenere in conto nel costruire quella che sarà la classe dirigente per i prossimi cinque anni?

“Per me, la classe dirigente della Lega a Ferrara è rappresentata da Alan Fabbri. E quindi è certamente all’altezza del compito che ci spetta, nonché la figura più preparata da mettere in campo. Per il resto, si discuterà degli altri ruoli, ma non ne faccio questioni personali. C’è confronto, c’è stima reciproca e c’è dialogo tra partiti di coalizione. Ciò che è certo è che FdI non farà mai l’errore fatto da altri in passato di far calare persone dall’alto. Le scelte dovranno essere condivise perché è più importante scegliere un candidato in armonia che imporre un candidato che può perdere. Ovvio che sulla squadra bisognerà ragionare, soprattutto alla luce equilibri che si delineeranno in Consiglio comunale”.

In che senso?

“Ad esempio, una Lega che ha il 10 o 12% non potrà avere anche il vicesindaco. Non si è mai visto al mondo che il primo partito di coalizione, oltre a non avere il sindaco, non abbia nemmeno il vice. Mi spiego meglio, se FdI riceverà un mandato elettorale in linea col risultato delle politiche, e farà un passo indietro a favore di un candidato sindaco che viene dalla Lega ed è più spendibile, come lo è Fabbri, non c’è nessuna ragione al mondo per cui Fratelli d’Italia non possa avere il vicesindaco. Penso sia talmente naturale, questo sempre se FdI sarà il primo partito in città. Non si tratta di un problema che si chiama Nicola Lodi, ma di un problema politico. Il sindaco sarà Fabbri, tutto il resto sarà attentamente rivalutato alla luce degli equilibri politici. Un partito non può avere sindaco e vicesindaco: nel 2019 fu un fatto eccezionale perché la Lega ottenne così tanti voti che nessuno obiettò. Anzi, io mi permisi di dare un consiglio ad Alan, che era quello di nominare un vicesindaco che non fosse leghista, perché è sempre andata così, ma lui non ascoltò e fece una valutazione diversa, che i numeri raggiunti alle urne gli consentivano di fare. Al prossimo giro, se gli equilibri tra i partiti saranno quelli attuali, sarà lui stesso il primo a non proporre un vice leghista perché è una cosa che non sta né in cielo né in terra, ma è un discorso di rappresentanza politica. Si vota per questo”.

Un’ultima domanda su Fé.Ris. Lei sposa la visione del Comune o si limita ad applaudire per il recupero di Cisterna del Follo?

“Il recupero della caserma è importantissimo per la città perchè porterebbe a Ferrara centinaia di posti letto in più per gli studenti, che oggi sono la principale risorsa economica. Quindi dare massimo spazio e massima possibilità all’ampliamento della presenza di ragazzi è una scelta intelligente e lungimirante a favore dell’economia ferrarese. Cisterna del Follo è una realtà economica davvero molto importante, che sarebbe bello recuperare e mettere a disposizione dei cittadini”.

E il problema del supermercato in via Caldirolo, che nasce dall’accordo tra pubblico e privato?

“Trovatemi voi le risorse per farlo senza un aiuto privato. Le alternative qui sono due: o si rifà Cisterna del Follo con il supermercato o proprio non si fa nulla. La sinistra ha aperto supermercati ovunque con concessioni ovunque, anche in zone di rispetto molto più importanti e progetti molto più invasivi, rispetto a Fé.Ris. Quella che sta nascendo è una polemica pretestuosa, contraria agli interessi della città e dei commercianti, che dicono di voler tutelare oggi, dopo averli massacrati per oltre trent’anni. Il tema non è il supermercato, ma il soggetto che verrà a installarsi in città che non aggrada la sinistra. Noi vogliamo creare un sistema di concorrenza per abbassare i prezzi a vantaggio delle famiglie che devono fare la loro spesa. I piccoli commercianti del centro li salvi da un lato dandogli aiuti concreti, dall’altro puntando sulla qualità, in modo che il centro storico diventi la grande boutique di Ferrara, come dicevamo da tempo. In questi anni, la città è stata svuotata e non la riempi di certo evitando che sorga l’ennesimo supermercato che crea libera concorrenza. Ferrara la rivitalizzi con soluzioni come la ristrutturazione di Cisterna del Follo”.

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