Politica
5 Gennaio 2023
Iniziata la stesura del programma politico della coalizione in vista delle amministrative del prossimo anno: "Obiettivo togliere Ferrara dall'isolamento rispetto alle altre città della via Emilia"

Elezioni 2024. Italia Viva annuncia: “Sviluppo economico e politiche liberali nel programma del Terzo Polo”

di Davide Soattin | 2 min

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Barbieri (Italia Viva) e Bova (Azione)

Sviluppo economico e politiche liberali. È su queste due linee che il Terzo Polo si baserà per costruire il programma elettorale, la cui stesura preliminare è già iniziata da qualche tempo, in vista delle elezioni amministrative 2024.

Ad annunciarlo è Licia Barbieri, coordinatrice provinciale di Italia Viva, dopo le parole del ‘collega’ di coalizione Alberto Bova, coordinatore provinciale di Azione, che a Estense.com ha anticipato quella che sarà la linea comune che i due partiti seguiranno per la scelta del candidato sindaco.

“Noi – aveva affermato Bova – cercheremo di andare autonomamente per la nostra strada, con il nostro candidato e il nostro programma. Punteremo su una persona riconosciuta da tutti, che possa fare il sindaco e ci possa differenziare da Lega e Pd, ma per ora non facciamo nomi perché vorrebbe dire bruciare la proposta. Poi, se una volta che usciremo allo scoperto, penso avverrà a fine estate o a inizio di settembre, ci saranno delle adesioni e qualcuno ci vorrà seguire, ben venga. Non abbiamo preclusioni verso nessuno. Ma per ora andremo da soli. Non ci chiamiamo Terzo Polo per niente“.

Una scelta voluta e condivisa in tutto e per tutto da Barbieri, che ha sottolineato l’importanza di presentarsi agli elettori ferraresi seguendo un “filone che sia identitario” anche – e soprattutto – per quel che riguarda la scrittura di un programma elettorale, che nei contenuti sarà condiviso tra alcune proposte che porterà al tavolo Italia Viva e altre che farà Azione.

A tal proposito, come si diceva nelle prime righe di questo articolo, i punti cardine su cui si muoverà l’idea di città del Terzo Polo saranno lo sviluppo economico e le politiche liberali, con particolare attenzione alle infrastrutture e alla necessità di “togliere Ferrara dall’isolamento rispetto alle altre città della via Emilia per inserirla nel tessuto economico e sociale dell’Emilia-Romagna, rendendola – chiude Barbieri – un polo attrattivo per le imprese”.

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