Politica
4 Gennaio 2023
Il nome ancora non c'è, ma Azione Civica e Ferrara Bene Comune credono che il percorso avviato possa essere propedeutico all'individuazione di un profilo. Il Terzo Polo correrà da solo

Elezioni 2024. Il candidato del centrosinistra potrebbe uscire dal tavolo delle opposizioni

di Davide Soattin | 4 min

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Seppur ci sia ancora un anno e più di legislatura da affrontare all’opposizione, il centrosinistra ferrarese gioca d’anticipo e – già in questi mesi – si sta preparando alla campagna elettorale per le elezioni comunali del 2024.

Se il 2023 sarà l’anno dell’annuncio del candidato sindaco infatti, come affermato qualche giorno fa da Alessandro Talmelli, segretario comunale del Pd, nell’ultimo periodo, le attuali forze di minoranza si sono riunite in un tavolo di lavoro, che oggi sta già affrontando temi di interesse pubblico, da Fé.Ris al teleriscaldamento fino al Petrolchimico.

Al momento però, nonostante le parole del numero uno del Pd in città, l’identikit del candidato primo cittadino resta ancora un nodo da sciogliere, come raccontato da Roberta Fusari, capogruppo di Azione Civica, che sottolinea però come il tavolo possa costituirela miglior premessa“, se non una buona base di partenza, per il da farsi.

“Stiamo lavorando bene insieme e da tempo – evidenzia – e penso che ci sia bisogno di un candidato o, magari, di una squadra di persone, che siano disponibili a diventare sindaco o a costituire il gruppo dirigente della prossima amministrazione. Quella di Talmelli non penso sia una fuga in avanti, ma credo abbia voluto soffermarsi sul tema delle primarie: un buon modo del Pd di dire come sarà individuato il nome da spendere. Noi siamo molto contenti per quello che stiamo facendo e penso che insieme si possa e si debba lavorare per l’individuazione di un gruppo valido. Il mio auspicio è quello di trovare persone che abbiano voglia di impegnarsi, di spendersi, che siano serie perché tanto più condivisa sarà l’alternativa che vorremmo dare alla città e tanto più sarà forte“.

Dello stesso avviso è anche Dario Maresca, capogruppo di Ferrara Bene Comune: “Il nome condiviso ancora non c’è, ci sono delle voci, ma anche io, così come Talmelli, penso che entro fine anno debba uscire il profilo su cui puntare. Stiamo lavorando a un tavolo delle opposizioni che sta funzionando e credo che proprio da questo percorso alla fine possa venire fuori il discorso sul candidato su cui puntare. Non sarà semplice e nemmeno scontato, ma l’intento è quello. Di trovare un nome che vada bene a tutti. Certo che se, invece, sarà una persona calata dai partiti, tutto sarà tutto più complicato“.

Un pensiero, quest’ultimo, che viene ripreso anche da Irene Bregola di Articolo 1, che si sofferma soprattutto sulla necessità di dare ai ferraresi un progetto di governo da cui poter partire: “Prima di individuare e definire un candidato o una candidata che sia condivisa, credo sia necessario costruire congiuntamente un programma che possa avere i contenuti che la persona scelta dovrà riuscire a rappresentare. Penso comunque che l’individuazione della candidatura debba essere più ampia e inclusiva possibile, e non esclusiva dei partiti“.

Più scettico, invece, sull’effettiva possibilità che dal tavolo possa uscire il nome del candidato sindaco è Sergio Golinelli, coordinatore di Sinistra Italiana Ferrara: “Al momento non c’è stata alcuna discussione su come affrontare le elezioni. Può essere che potrà avvenire in futuro, ma a oggi non si è mai parlato di questo tema. Quel tavolo è sede di discussioni, lì ci si vede e ci si confronta. Abbiamo sempre affrontato questioni concrete, ma niente che avesse a che fare con strategie elettorali. Forse l’annuncio di Talmelli parte da una sua idea, da una sua aspirazione. Forse ha in mente qualcosa e ce lo farà sapere. Prima o poi i tempi saranno maturi e bisognerà parlarne“.

Correrà con il proprio candidato infine, così come anticipato nei mesi scorsi, il Terzo Polo. A ribadirlo è Alberto Bova, coordinatore provinciale di Azione, che condivide con Italia Viva la stessa linea: “Noi cercheremo di andare autonomamente per la nostra strada, con il nostro candidato e il nostro programma. Punteremo su una persona riconosciuta da tutti, che possa fare il sindaco e ci possa differenziare da Lega e Pd, ma per ora non facciamo nomi perché vorrebbe dire bruciare la proposta. Poi, se una volta che usciremo allo scoperto, penso avverrà a fine estate o a inizio di settembre, ci saranno delle adesioni e qualcuno ci vorrà seguire, ben venga. Non abbiamo preclusioni verso nessuno. Ma per ora andremo da soli. Non ci chiamiamo Terzo Polo per niente“.

 

 

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