Ascoltando la trasmissione “La zanzara”, condotta da Giuseppe Cruciani, un musulmano praticante ha detto di non avere avuto rapporti prematrimoniali, che l’Islam non considera leciti, e ha aggiunto che la morale islamica condanna anche l’omosessualità.
Il povero musulmano è stato ricoperto di critiche e di considerazioni poco cortesi, ma secondo me ingiustamente.
Anche la morale cattolica non contempla la liceità dei rapporto prenuziali e la Chiesa, almeno nei suoi documenti ufficiali, non approva le pratiche omosessuali.
Idem per gli israeliti di stretta osservanza, fedeli alla Bibbia. E dunque perché stupirsi?
Volendo poi riprendere una frase di Papa Francesco, chi siamo noi per giudicare?
Io non amo molti aspetti dell’Islam, ma ritengo che, fino a quando non vi siano violazioni di legge, ognuno possa praticare la sua religione, osservandone le norme senza essere insultato o tacciato di essere un pericoloso retrogrado.
La libertà religiosa, prevista dalla Costituzione, vale anche per chi non si uniforma agli usi e ai costumi prevalenti nella nostra società.
Sandro Magri