Poggio Renatico. Come anticipato nei giorni scorsi, la Polstrada ha sequestrato parte delle aree di proprietà di un’azienda di autodemolizioni di Poggio Renatico.
Qui sono emerse criticità nella gestione dei veicoli fuori uso e dei rifiuti, con particolare riferimento al rischio di contaminazione del suolo da sostanze potenzialmente inquinanti.
Ora emergono nuovi dettagli. Il controllo ha interessato un’area destinata alla demolizione e al recupero di veicoli, oltre a un capannone adiacente con spazi esterni, per una superficie di circa 4.000 metri quadrati, nel quale sarebbero state svolte attività di smontaggio e trattamento dei mezzi in assenza delle necessarie autorizzazioni, in maniera del tutto abusiva.
Nel corso dell’ispezione sono stati riscontrati decine di veicoli e carcasse depositati senza un’adeguata organizzazione, componenti e materiali collocati direttamente sul terreno e una promiscuità tra mezzi già bonificati e veicoli ancora da sottoporre alle operazioni di messa in sicurezza. Particolare preoccupazione ha destato la presenza di batterie, bombole e contenitori con liquidi di natura non immediatamente accertata, oltre a materiali potenzialmente contaminanti privi di evidenti sistemi di contenimento.
Tali condizioni, in un contesto caratterizzato dalla presenza di oli esausti, carburanti e altri fluidi derivanti dai veicoli, avrebbero potuto determinare fenomeni di dispersione di sostanze inquinanti nel terreno, con possibili conseguenze per la matrice ambientale. Nell’area non autorizzata sono stati inoltre rinvenuti veicoli in lavorazione, attrezzature per lo smontaggio e un vero e proprio deposito di rifiuti pericolosi e non pericolosi.
Determinante l’attività della Polizia Giudiziaria, che attraverso approfonditi accertamenti, rilievi e documentazione delle condizioni dei luoghi ha ricostruito il quadro delle criticità, evidenziando possibili violazioni della normativa in materia ambientale e di trattamento dei veicoli fuori uso. Sono state inoltre rilevate carenze concernenti la sicurezza sul lavoro, tra cui la mancanza del Documento di Valutazione dei Rischi.
Al termine degli accertamenti sono state sottoposte a sequestro preventivo le aree individuate, con richiesta di convalida all’autorità giudiziaria e il titolare è stato denunciato a piede libero per reati ambientali. Sono stati elevati inoltre alcuni verbali amministrativi per un ammontare di circa 4000 euro.
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