Eventi e cultura
22 Ottobre 2026
Dal 23 ottobre al 7 febbraio la mostra dedicata al sabato ebraico, tra riti, oggetti antichi e opere contemporanee. Un invito a riscoprire il valore del riposo e delle relazioni

Un giorno senza smartphone, una tradizione millenaria: al Meis arriva “Shabbat Shalom”

di Redazione | 5 min

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Come si vive una giornata intera completamente disconnessi da cellulari e computer? Prima ancora che il digital detox avesse un nome, c’era già chi lo praticava da millenni. Dal 23 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027, “Shabbat Shalom”, la nuova mostra del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah-MEIS, curata da Amedeo Spagnoletto, porta i visitatori alla scoperta del giorno di riposo settimanale ebraico.
Lo Shabbat è un rito che ha contribuito a plasmare l’identità e ha lasciato un segno profondo nella cultura occidentale: in questa giornata si mettono da parte gli impegni e la frenesia della settimana per fare spazio alla spiritualità, agli affetti e al piacere di stare insieme. Attraverso oggetti antichi e contemporanei, storie, ricette prelibate, l’esposizione farà scoprire tantissime curiosità invitando a entrare in un tempo diverso, dove rallentare diventa un modo per riscoprire ciò che conta davvero.
 
“Il messaggio di questa mostra prende forma già dal titolo, ‘Shabbat Shalom’ .- spiega il Direttore e curatore Amedeo Spagnoletto – A differenza degli auguri che accompagnano le altre festività, il saluto del sabato evoca la pace, non come una condizione acquisita, ma come un’aspirazione da costruire a partire dall’armonia nella famiglia, nella comunità e nella società. Settimana dopo settimana, lo Shabbat ci ricorda la necessità di rinnovare questo impegno, affinché la pace non resti un ideale astratto, ma trovi forma e concretezza nella nostra vita e nelle relazioni con gli altri. Raccontare un concetto così profondo è una sfida emozionante: nelle sale della mostra intendiamo far dialogare la memoria custodita dagli oggetti antichi con l’energia delle opere d’arte contemporanea, facendo emergere l’attualità di un messaggio che, pur radicato nella tradizione ebraica, è capace di oltrepassare i confini religiosi e parlare alla società contemporanea”.
“Shabbat Shalom” farà provare al visitatore l’esperienza del sabato ebraico nelle sue fasi principali con una doppia lettura, quella di un rito millenario che viene portato avanti da secoli e quella dell’incrocio con la modernità. Oggetti, testimonianze, filmati, attività interattive e opere d’arte cerimoniale e arte contemporanea sono accostati insieme con un risultato sorprendente. Spiccano ad esempio i candelieri di argento rivisitati dal designer David Palterer, la creazione dell’artista padovano Tobia Ravà “Le vibrazioni del settimo giorno”, realizzata appositamente per il MEIS, e il lavoro dell’architetto francese Alyson Feit “Echet Hayil. Chant intemporel dédié à la femme”.
Il momento della preparazione del sabato viene raccontato mostrando l’abbigliamento tipico delle diverse tradizioni (italiana, ashkenazita e sefardita), ma anche con ricette di cucina e oggetti per apparecchiare la tavola tramandati dalle famiglie ebraiche. Un affondo poi sulla vita della Ferrara ebraica con oggetti di arte cerimoniale come tessuti ricamati del XIX secolo, argenti e pergamene. Di particolare interesse, inoltre, le Tavole della Legge del XVIII secolo in legno intagliato dipinto provenienti dal Museo d’Arte e Storia Antica Ebraica di Casale Monferrato. L’ingresso di Shabbat e l’inizio della giornata di riposo – segnati dall’accensione delle candele- sono presentati nel loro carattere pubblico e privato: la casa e la tradizionale cena del venerdì sera con la preghiera sul vino e sul pane; il tempo in sinagoga, testimoniato anche da manoscritti miniati.
Non mancano le curiosità del mondo di oggi con utensili ed elettrodomestici inconsueti: come si riscalda il cibo e si tiene una luce accesa se durante questa giornata è vietato l’utilizzo dell’elettricità? Il percorso si chiude con una sala dedicata alla riflessione sul valore simbolico del numero sette, come settimo è lo Shabbat tra i giorni della settimana. La mostra ha un catalogo bilingue pubblicato da Panozzo Editore.
 
“Shabbat Shalom” ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica. La mostra è resa possibile dagli enti partecipanti: il Ministero della Cultura, la Regione Emilia-Romagna, il Comune di Ferrara e l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Ente sostenitore: Intesa Sanpaolo. Ha il patrocinio del Comune di Ferrara; l’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana; l’Università degli Studi di Ferrara e l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Sponsor: Tper; Gruppo Hera; Avis Comunale Ferrara e l’Antica Trattoria Max.
La proposta per le scuole
Per accompagnare le classi delle scuole alla scoperta della mostra, il MEIS ha progettato tre attività educative gratuite per le diverse fasce di età che non solo faranno scoprire le tradizioni dello Shabbat, ma anche il riposo in altre culture e l’importanza di staccare nella nostra società sempre più frenetica.
Per scuole dell’infanzia e primaria “Sniff sniff. I profumi dello Shabbat”: Come si svolge una festa che si rinnova ogni settimana? Il laboratorio propone un percorso alla scoperta dei momenti che scandiscono lo Shabbat: la scelta degli abiti, la preparazione del pane e l’accensione delle candele. Attraverso attività e domande, bambine e bambini approfondiranno le regole del giorno di riposo, esplorando ciò che è consentito e ciò che non lo è, come cucinare, accendere la luce o giocare con gli amici. Il laboratorio si conclude con un’esperienza sensoriale dedicata alle spezie: attraverso il riconoscimento degli aromi e la creazione di un proprio besamim, sarà possibile scoprire il profumo che accompagna la conclusione dello Shabbat.
Secondaria di I grado “Una società senza pausa”: Cosa succederebbe se nessuno si fermasse mai? Entreremo nella mostra Shabbat Shalom a partire da questa domanda, per scoprire il significato di uno dei riti più antichi dell’ebraismo e confrontarlo con le pause che scandiscono altre culture e religioni. Nel laboratorio finale, la classe si dividerà in gruppi, chiamati a mettersi nei panni di una società distopica in cui si lavora sempre, senza sosta. Ciascun gruppo dovrà immaginare come cambiano le relazioni familiari, la scuola, l’economia, la felicità. Un gioco di ruolo per scoprire, sulla propria pelle, che il tempo del riposo non è tempo perso.
Secondaria di II grado “Il tribunale del riposo”: Siamo diventati schiavi del tempo? Partiremo da questa provocazione per addentrarci nella mostra Shabbat Shalom e comprendere il senso di uno dei riti più antichi dell’ebraismo: un giorno interamente dedicato al fermarsi. Durante la visita si rifletterà su cosa significhi per noi prendersi una pausa ripercorrendo le principali tappe della storia del diritto al riposo in Italia. Il percorso si concluderà con un dibattito strutturato: la classe si dividerà in due squadre, Pro e Contro, chiamate a sostenere una posizione, non necessariamente la propria, su una mozione che riguarda tutti da vicino: una società ha davvero bisogno di fermarsi?
Tutte le attività durano un’ora e mezza e sono completamente gratuite, così come l’ingresso al Museo per le scuole. I posti sono limitati.
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