Attualità
20 Ottobre 2026
Mercoledì 21 ottobre protesta delle Rsu sostenute da Fp Cgil, Uil Fpl, Nursing Up e Nursind. Nel pomeriggio il confronto con le direzioni aziendali su salari, diritti e organizzazione del lavoro

Sanità ferrarese, sindacati in presidio a Cona: “Basta promesse, servono risposte”

di Mauro Alvoni | 4 min

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“Le relazioni sindacali sono gravemente compromesse”. È l’accusa lanciata da Fp Cgil, Uil Fpl, Nursing Up e Nursind, che martedì 20 ottobre, in piazzale Medaglie d’Oro a Ferrara, hanno ribadito il sostegno alle Rsu dell’Azienda ospedaliero-universitaria e dell’Azienda Usl, aprendo la strada alla mobilitazione di mercoledì 21 ottobre. Il primo appuntamento è il presidio dalle 10 alle 12 davanti all’ingresso 1 dell’ospedale di Cona, seguito nel pomeriggio da un incontro al tavolo delle trattative, previsto dalle 13 alle 18.

Al centro della protesta ci sono il mancato avanzamento della contrattazione integrativa aziendale, i ritardi nelle risposte delle direzioni e le questioni economiche e organizzative che riguardano il personale sanitario e amministrativo. Le Rsu rappresentano, secondo i sindacati, oltre 5mila dipendenti del comparto delle due aziende sanitarie ferraresi.

Il confronto va avanti dall’inizio dell’anno, ma, secondo le organizzazioni sindacali, non ha prodotto risultati adeguati alle richieste presentate. Nel documento unitario si denunciano convocazioni insufficienti, documenti trasmessi in ritardo o incompleti e risposte rinviate. A questo si aggiungerebbe un atteggiamento aziendale che, sostengono i sindacati, avrebbe finito per ridimensionare questioni rilevanti per la vita lavorativa del personale, liquidandole come “inezie”.

“La contrattazione integrativa aziendale è a rischio per migliaia di dipendenti”, afferma Francesca Chierici della Fp Cgil Ferrara, che richiama il ruolo delle rappresentanze sindacali e la necessità di sostenerne l’azione. “Le Rsu svolgono un ruolo importantissimo e noi non ci sottraiamo alla lotta insieme a loro”.

Il nodo, secondo le sigle, non riguarda soltanto le risorse economiche, ma anche il funzionamento delle relazioni sindacali e la possibilità di incidere sulle scelte organizzative delle aziende. Tra le questioni ancora aperte figurano i Differenziali economici di professionalità (Dep), le progressioni verticali, la trasparenza sui fondi contrattuali, gli incarichi, il welfare aziendale e i buoni pasto. I sindacati chiedono inoltre il riconoscimento dei tempi di vestizione e di consegna, oltre alla soluzione delle anomalie nella contabilizzazione delle ore lavorate.

C’è poi il capitolo delle riorganizzazioni dei servizi. Nel mirino finiscono i cambiamenti che hanno interessato o interessano strutture e reparti, tra cui Maccacaro, il Centro diurno Il Convento, le sale operatorie e Malattie infettive, oltre ai passaggi dai Cau alle Aft e agli spostamenti di servizi e personale amministrativo. Per le organizzazioni sindacali, decisioni di questo tipo dovrebbero essere precedute da un confronto tempestivo, che finora sarebbe mancato.

“Siamo pronti e aperti a portare avanti una trattativa che al momento non è ancora partita realmente”, sostiene Giovanni Pregnolato, responsabile ferrarese di Nursing Up. “Molte richieste non sono state respinte, ma nemmeno analizzate, senza alcuno sviluppo concreto”. Pregnolato respinge anche l’accusa di un eccessivo numero di rivendicazioni sindacali: le priorità, osserva, avrebbero potuto essere individuate attraverso il confronto, mai realmente avviato. “La documentazione ci è giunta in ritardo e spesso incompleta”.

Sulla stessa linea Raffaele Ferioli, segretario provinciale di Nursind Ferrara, secondo cui il sostegno alle Rsu è necessario perché la contrattazione arrivi a un risultato. “Da parte della direzione aziendale non c’è stata chiusura, però ci sono state solo parole, chiacchiere, che si spera ora diventino qualcosa di concreto nero su bianco”. Il presidio, precisa, “non ha intenti minatori”, ma punta a ottenere risposte verificabili.

Davide Cuoghi, segretario generale provinciale di Uil Fpl Ferrara, conferma il sostegno alle rappresentanze dei lavoratori, pur precisando che il sindacato, non avendo firmato il contratto nazionale, non sarà al tavolo delle trattative. “È giusto che i lavoratori abbiano voce in capitolo attraverso le Rsu”, afferma. L’apertura manifestata dalle aziende, aggiunge, dovrà essere verificata alla prova dei fatti.

Elisa Veronesi, segretaria generale provinciale della Fp Cgil Ferrara, sottolinea invece la dimensione anche politica della vertenza. “È molto grave la delegittimazione delle Rsu”, afferma, ricordando che nelle aziende sanitarie ferraresi sono coinvolti 63 rappresentanti. “Difendere il valore del lavoro è difendere anche il diritto alla salute dei cittadini e tutelare la qualità dei servizi”, invitando quindi la cittadinanza a schierarsi al presidio al fianco dei lavoratori.

Il documento unitario chiede un cambio di passo nella conduzione delle trattative e impegni scritti, precisi e misurabili su tutti i punti della piattaforma. L’incontro del 21 ottobre viene indicato come un passaggio decisivo: in assenza di risposte concrete, le iniziative di protesta proseguiranno. Anche Veronesi avverte che, se alle promesse non seguiranno risultati, i sindacati continueranno la mobilitazione utilizzando gli strumenti a loro disposizione.

All’iniziativa si affianca anche Fials, che non ha partecipato alla conferenza stampa unitaria e non figura tra i firmatari del documento. In un proprio comunicato, il sindacato annuncia comunque la presenza al presidio di Cona e denuncia i ritardi nella contrattazione integrativa, il mancato coinvolgimento del personale nelle riorganizzazioni e le criticità legate alle condizioni di lavoro. La segretaria generale territoriale Mirella Boschetti chiede un confronto più efficace, con convocazioni programmate, documentazione trasmessa in anticipo e risposte puntuali alle richieste dei lavoratori.

La mobilitazione di mercoledì sarà dunque un primo banco di prova per verificare se alle aperture annunciate dalle direzioni seguiranno impegni concreti. La richiesta delle sigle è che la contrattazione riparta su basi definite, con tempi certi e risposte sulle questioni economiche e organizzative che riguardano migliaia di dipendenti.

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