di Nicolò Govoni
Una vittoria sofferta ma di grande valore. L’Adamant fa quattro su quattro in campionato, e coach Bianchi si gode la mantenuta imbattibilità in campionato al termine della gara con Fiorenzuola.
“L’ho detto ai ragazzi”, afferma l’allenatore di Ferrara. “Abbiamo otto punti in classifica: abbiamo vinto dominando, soffrendo, segnando e difendendo. Sappiamo che non abbiamo fatto una partita bella da vedere, ma di fronte avevamo una squadra vera, con un’identità. E l’abbiamo tenuta a sessantuno punti”.
“L’abbiamo vinta con il brivido finale, il 52% ai liberi e il 2% da tre. Per diventare squadra serve anche questo. Siamo capaci di giocare bene e di sbucciarci le ginocchia, buttando il cuore oltre l’ostacolo: sono orgoglioso dei ragazzi”.
La vittoria con i Bees è un insegnamento particolare: “L’abbiamo vinta soffrendo. È un tatuaggio sulla pelle che ci deve insegnare che siamo stati capaci anche di vincere così, commettendo errori – di cui però dobbiamo essere consapevoli. Ogni errore è un momento di crescita: ma intanto abbiamo vinto, è questo che conta”.
Dove migliorare adesso? “Non mi è piaciuta la cura delle caratteristiche individuali dei nostri avversari, cosa che fino ad adesso avevamo fatto molto bene. Ci lavoreremo in settimana, ma non è facile perché vano considerate anche le qualità di avversari. Adesso godiamoci la vittoria: siamo alla quarta vittoria su quattro, nessuno ci avrebbe scommesso. Ma non vuol dire niente: il campionato è ancora lungo”.
Il pubblico ha spinto la squadra: “Più noi mostriamo in campo, più il pubblico si appassiona e diventa uno zoccolo duro. Mi ha fatto piacere vedere più gente in curva rispetto alla partita precedente con Capo d’Orlando. È un segnale che la gente viene perché è felice per quello che stiamo esprimendo: la aspettiamo, perché nei momenti caldi il pubblico ci dà una mano solida”.
Un’altra bella notizia di serata è il rientro di Cappelletti: “Ogni giocatore è fondamentale. Carlo ha talento, e ci darà assolutamente una mano, perché ha qualità vere; ma così come gli altri sei esterni: ognuno sa fare qualcosa, e lo spazio c’è per tutti. Bisogna essere sereni, e capire che sopra tutto c’è Ferrara Basket”.
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