“Ferrara è settima a livello nazionale nella classifica di Legambiente che valuta la capacità delle amministrazioni di prendersi cura degli amici animali offrendo servizi alle famiglie che ne ospitano uno o più di uno e sostegno alle strutture che si occupano dei più sfortunati E’ un grande risultato frutto dell’impegno che abbiamo messo in campo in questo settore e che, personalmente, ho curato con la delega a me assegnata fin dal primo mandato relativa al Benessere animale”.
Così Alessandro Balboni, vicesindaco del Comune di Ferrara con delega al Benessere animale, commenta il XV Rapporto nazionale di Legambiente dal titolo “Animali in città. Prendersi cura prima: animali, persone e comunità nelle politiche della prevenzione. Il costo dell’inazione”.
“La classifica di Legambiente fa comprendere bene la stretta relazione che esiste tra l’attenzione per gli animali presenti nel territorio e il benessere sociale ed economico che ne deriva e mette in luce le difficoltà e i costi, più o meno occulti, che invece gravano sulle realtà che non mettono in atto azioni preventive e di sistema in questo ambito – prosegue il vicesindaco -. Sostenere le strutture che accolgono cani e gatti, promuovere le buone pratiche nella loro gestione e favorire le adozioni responsabili da parte delle famiglie e lavorare in sinergia con la Ausl del territorio, significa prevenire tutta una serie di situazioni che, se non gestite per tempo, pesano inevitabilmente sulla società, a partire per esempio, dal fenomeno del randagismo che può portare a ulteriori gravi problematiche anche di tipo sanitario. Legambiente infatti evidenzia, in modo accurato, nella ricerca come dalla valutazione dello stato di benessere animale, inteso come convivenza positiva tra uomini e animali si possa valutare il benessere di un sistema sociale e dunque di una città”.
Come si legge nella relazione che accompagna i dati, infatti, “la qualità dei servizi pubblici per i cittadini che hanno animali d’affezione misura, in concreto, il welfare di un territorio”, mentre la mancanza di servizi strutturati in questo settore ha alla lunga dei costi elevati. Il “costo dell’inazione” è il tema centrale della ricerca, la chiave attraverso cui Legambiente ha valutato le diverse performance delle città che hanno partecipato al sondaggio, tra cui appunto Ferrara.
La novità metodologica della XV edizione della classifica, infatti, è l’Indice di Convivenza Urbana. Per Legambiente i numeri delle scelte di governo del settore restituiscono la dimensione del problema. Nel 2025 i canili di 221 Comuni, tra coloro che hanno risposto, contano 14.550 cani presenti, 13.854 ingressi e 6.696 adozioni, e poco più di due cani su dieci tra quelli presenti non escono nel corso dell’anno, ossia 3.243 animali che si avviano a diventare difficilmente adottabili.
Proiettando questi dati su scala nazionale, si stima che in tutta Italia siano stati oltre 14.700 i cani che rischiano questa sorte. La tesi principale che attraversa questa edizione del rapporto è una: non investire nei servizi per gli animali d’affezione non fa risparmiare, ma sposta i costi nel tempo e su altri bilanci, di norma su chi è meno attrezzato a sostenerli.
La rilevazione è stata effettuata grazie a due questionari distinti, uno per i Comuni e uno per le Aziende sanitarie, costruiti insieme agli enti patrocinanti e compilati online su piattaforma, una procedura che assicura la tracciabilità e la confrontabilità delle risposte. Le domande poste ai due tipi di ente erano tali da permettere sia la valutazione del singolo ente sia la lettura del territorio nel suo insieme. La struttura di valutazione è stata articolata in macroaree.
Per i Comuni sono stati valutati in particolare il quadro delle regole, le risorse e i risultati, l’organizzazione e i servizi e, infine, i controlli. L’Indice ha combinato a peso paritario la performance del Comune e quella dell’Azienda sanitaria competente, dopo averle normalizzate sulla stessa scala centesimale, assegnando il cinquanta per cento del valore a ciascuna delle due componenti.
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