Copparo. Ottant’anni fa le donne italiane entravano per la prima volta nelle cabine elettorali. Portavano con sé il peso della storia e delle loro storie, ma anche la consapevolezza di avere contribuito a costruire un Paese nel quale potevano cominciare a contare anche attraverso il voto.
Da quel 1946 è partita la riflessione che, venerdì 9 ottobre, ha riunito al Centro sociale Parco Verde di Copparo numerosi partecipanti, per interrogarsi non soltanto sulla strada percorsa, ma soprattutto su quella ancora da compiere.
L’iniziativa, promossa dal Coordinamento Donne della Lega Spi-Cgil di Copparo-Ro di Riva del Po, in collaborazione con il Gruppo Sferruzzine Donne Auser di Copparo e con il patrocinio del Comune, ha intrecciato memoria storica, conquiste legislative, esperienze femminili e questioni ancora aperte sulla parità di genere. Ad accompagnare gli interventi, i canti del Coro delle Mondine di Porporana, capaci di restituire attraverso le voci la fatica, le sofferenze, le rivendicazioni e la determinazione di generazioni di donne.
Presenti anche la vicesindaca Bruna Cirelli, il maresciallo dei Carabinieri Martina Izzo, il Cfp Cesta, con una rappresentanza guidata dalla direttrice Patrizia Forlani.
I saluti dell’Amministrazione comunale e del sindaco Fabrizio Pagnoni sono stati portati dall’assessora Francesca Buraschi, che ha richiamato il significato di quel primo appuntamento con le urne, arrivato dopo decenni nei quali le donne avevano sostenuto enormi sacrifici, assumendosi responsabilità familiari, sociali e lavorative.
«Un passaggio storico che oggi rischia di essere considerato scontato – ha rimarcato -. È necessario trasmettere alle ragazze e alle nuove generazioni la consapevolezza del valore del voto: un diritto conquistato con fatica, ma anche una responsabilità da esercitare per custodire la democrazia».
A introdurre il confronto è stata Marinella Bonazza, responsabile del Coordinamento Donne della Lega Spi-Cgil di Copparo-Ro di Riva del Po, che ha insistito sull’importanza di costruire relazioni e collaborazioni tra le diverse realtà del territorio e ha sostenuto il dovere di parlare di passato per progettare il futuro.
Katia Cardinale, responsabile del Coordinamento Donne Spi-Cgil di Ferrara, ha riportato l’attenzione sulle Madri Costituenti, diverse delle quali partigiane: donne che avevano creduto e avevano una visione del futuro, capaci di tradurre in principi costituzionali gli ideali per i quali avevano lottato e, in molti casi, pagato un prezzo altissimo.
Stefania Guglielmi, presidente di Udi Ferrara, ha allargato lo sguardo alla lunga storia dell’esclusione femminile e ha analizzato come il suffragio del 1946 sia stato «una conquista contro una cultura plurimillenaria di donne che, grazie a quelle venute prima, sono state protagoniste di una rivoluzione e si sono prese cura della democrazia occupandosi delle persone».
Dal riconoscimento dei diritti politici al loro concreto esercizio nella società contemporanea: su questo passaggio si è concentrato il dialogo tra Patrizia Lucchini, del Coordinamento Donne della Lega Spi-Cgil, e Annalisa Felletti, consigliera di parità della Provincia di Ferrara.
Felletti ha ripercorso l’evoluzione normativa in materia di uguaglianza, illustrando le funzioni del proprio incarico e soffermandosi sull’uscita delle donne da una dimensione esclusiva di cura, peraltro non valorizzata, verso un maggiore protagonismo della vita del Paese.
Accanto alle parole e alla musica, anche un gesto concreto, nato dal lavoro delle mani. Le Sferruzzine Donne Auser di Copparo hanno realizzato all’uncinetto dei fiori, donati ai partecipanti. Elisa Mazzini ne ha raccontato il significato: intrecciando la storia con le proprie mani, il gruppo ha realizzato fiori che custodiscono un messaggio di resilienza e coraggio, di ricordo e gratitudine verso le donne che hanno aperto la strada alle generazioni successive.
A completare il percorso, i pannelli di una bella mostra con immagini dagli anni Quaranta a oggi, testimonianza visiva dei cambiamenti che hanno attraversato la condizione femminile in questi ottant’anni.
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