Il futuro della professione passa dalla capacità di fermarsi, confrontarsi e mettere in fila le questioni aperte. È questo il filo conduttore del Congresso di metà mandato dell’Associazione Nazionale Commercialisti (Anc), in programma a Ferrara il 24 e 25 settembre, nella Sala Congressi dell’Hotel Astra.
Un appuntamento che porterà in città dirigenti, delegati e rappresentanti dell’associazione, chiamati a fare il punto sul percorso compiuto. Il primo appuntamento si aprirà giovedì 24 settembre alle 14.30 e darà il via a due giornate di confronto dedicate al presente e al futuro dei commercialisti. Al centro ci sarà anche la riforma dell’ordinamento professionale, un percorso che Anc ha seguito negli ultimi mesi attraverso osservazioni, proposte e interlocuzione con il Parlamento.
L’obiettivo è trasformare il congresso in una riflessione sulle trasformazioni che stanno investendo il lavoro dei commercialisti e sulla necessità di costruire regole e strumenti adeguati a un settore profondamente cambiato. Tecnologia, digitalizzazione e intelligenza artificiale stanno modificando il modo di lavorare, e le esigenze di imprese, cittadini e Pubblica amministrazione.
«Il congresso di metà mandato arriva in un momento importante – sottolinea Alberto Carion, presidente di Anc Ferrara – perché ci consente di mettere insieme le esperienze dei territori e trasformarle in proposte concrete. Vogliamo discutere dell’evoluzione della professione e dare il nostro contributo alla riforma dell’ordinamento, cercando di costruire una posizione comune. Non si tratta soltanto di modificare delle regole, ma di chiederci quale professione vogliamo consegnare alle prossime generazioni. Ferrara sarà il luogo di un confronto aperto, nel quale idee e sensibilità diverse potranno trovare una sintesi».
Nel corso delle due giornate sono previsti gli interventi dei delegati e dei presidenti delle Commissioni, la relazione del presidente nazionale Marco Cuchel e il confronto sui principali temi all’ordine del giorno, fino alla presentazione e alla votazione delle mozioni congressuali. La scelta di Ferrara assume così un significato che va oltre la semplice sede dell’appuntamento. Sarà un passaggio di metà percorso per verificare il lavoro svolto, individuare le questioni ancora aperte e definire le priorità dell’ANC. Una riflessione che guarda anche oltre l’attualità, nella consapevolezza che una riforma attesa da vent’anni deve interpretare i cambiamenti della professione.
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