Eventi e cultura
9 Settembre 2026
Il progetto promosso da Cornucopia Performing Arts Labs riporta al centro l’esperienza di Silvano Balboni tra memoria, partecipazione e nonviolenza

Dai COS al teatro, Ferrara riscopre la sua democrazia dal basso

di Redazione | 3 min

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Un’aula aperta a chiunque volesse entrare, la sera, dopo il lavoro. Da una parte i cittadini, dall’altra gli amministratori. Nessun tesseramento e nessuna delega: si ascoltava e si parlava, provando a costruire insieme le decisioni. Si chiamavano Centri di Orientamento Sociale, i COS, e nella Ferrara immediatamente successiva alla Liberazione rappresentarono una delle più originali sperimentazioni di democrazia dal basso del dopoguerra italiano.

A promuoverli fu Silvano Balboni, nato nel 1922 e morto giovanissimo nel 1948, allievo e stretto collaboratore di Aldo Capitini, filosofo e teorico italiano della nonviolenza.

È da questa esperienza che prende le mosse “I COS a Ferrara. La Liberazione e la rinascita civile”, progetto promosso da Cornucopia Performing Arts Labs APS e selezionato dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del bando 2026 della legge regionale 3/2016 dedicata alla valorizzazione della memoria e della storia del Novecento.

Da luglio a dicembre il progetto si articolerà in dieci attività, intrecciando ricerca storica, teatro, scuola, arti visive e divulgazione.
Il cuore artistico sarà “Patate e ideali”, spettacolo teatrale multimediale costruito a partire dai materiali rintracciati negli archivi di Cgil, Anpi e Udi. Documenti, immagini, testimonianze e voci saranno montati insieme alla presenza scenica di attrici e attori, con l’obiettivo di riportare sul palco non soltanto una vicenda storica, ma anche il metodo politico e partecipativo che animava i Centri di Orientamento Sociale.

Il debutto è previsto per novembre 2026, seguito da una tournée in Emilia-Romagna, tra teatri e spazi non convenzionali. Dopo ogni replica è previsto un dibattito con il pubblico, recuperando proprio una delle caratteristiche fondamentali dei COS: la discussione collettiva dopo l’ascolto.

“I COS non sono un pezzo di antiquariato civile. Erano un metodo: ci si sedeva insieme, si ascoltava, si decideva. Riportarli in scena e nelle scuole significa chiedersi che cosa resta oggi di quella capacità di stare in una stanza e discutere davvero”, spiega Fabio Mangolini, referente del progetto per Cornucopia Performing Arts Labs Aps.

Lo spettacolo sarà soltanto una delle articolazioni del progetto. È prevista la produzione di un audiolibro e di un podcast ad accesso libero, mentre la Galleria del Carbone ospiterà l’esposizione artistica “Partecipazione civile”, composta da opere selezionate attraverso un bando pubblico. Della mostra sarà realizzata anche una versione virtuale permanente.

Il percorso entrerà inoltre nelle scuole superiori ferraresi, con laboratori teatrali dedicati all’ascolto e alla comprensione reciproca.
Il Laboratorio per la Pace dell’Università di Ferrara promuoverà invece un seminario e alcune giornate di studio, mentre il Movimento Nonviolento curerà una serie di incontri pubblici dedicati ai temi della nonviolenza. A chiudere il percorso sarà un convegno finale con la partecipazione dei diversi soggetti coinvolti.

Uno degli assi specifici della ricerca riguarda il ruolo delle donne nella nascita e nello sviluppo dei Centri di Orientamento Sociale.
Attraverso gli archivi e le testimonianze conservate dall’Udi e dall’Anpi, il progetto proverà a ricostruire forme, protagoniste e modalità della partecipazione femminile alla vita democratica ferrarese nel dopoguerra.

A questa parte della ricerca saranno dedicate specifiche giornate di studio, con l’obiettivo di riportare alla luce un capitolo ancora poco indagato della storia civile locale: il contributo delle donne alla ricostruzione non soltanto materiale, ma politica e sociale, della città dopo la Liberazione.

Attorno al progetto è stata costruita una rete composta da sette soggetti. Accanto a Cornucopia Performing Arts Labs Aps, che svolge il ruolo di capofila, partecipano Cgil Ferrara, Comitato provinciale Anpi di Ferrara, Udi – Unione Donne in Italia, Laboratorio per la Pace del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara, Movimento Nonviolento di Ferrara e Galleria del Carbone.

Tutte le iniziative saranno organizzate nel rispetto dei Criteri Ambientali Minimi, in coerenza con l’impostazione nonviolenta che attraversa l’intero progetto.

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