Copparo
10 Settembre 2026
Al cippo in via Raffanello, Antonella e Daniele hanno ricordato il figlio scomparso il 9 settembre 2005

Ventun’anni dopo, una ferita ancora aperta: commemorato Marco Coletta

di Redazione | 2 min

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Copparo. Il trascorrere del tempo non sempre cura le ferite. Alcune rimangono aperte e impossibili da rimarginare. Lo si leggeva nei volti di Antonella Finotti e Daniele Coletta che, come ogni anno, si sono recati dinanzi al cippo in ricordo del figlio Marco, collocato a breve distanza dal luogo in cui si è consumata la tragedia che lo ha strappato alla vita a soli 22 anni.

Da quella maledetta notte del 9 settembre 2005 sono passati ventuno anni, ma il dolore è ancora vivo, così come la memoria del giovane: questa mattina in via Raffanello a Baura, si è rinnovato il momento di commemorazione che ha visto la partecipazione dell’assessore Alessandro Amà, che ha portato il saluto e la vicinanza alla famiglia da parte dell’Amministrazione comunale, e del comandante della Stazione dei Carabinieri di Copparo luogotenente Giuseppe Zurlo.

Un momento particolarmente sentito, struggente come le parole riportate alla base del cippo, collocato alle spalle del guard-rail che il 9 settembre 2005 non c’era e solo successivamente al drammatico incidente è stato installato: “Perché il tuo sacrificio non risulti vano”.

Questo il monito che ha spinto mamma Antonella e papà Daniele a intraprendere una lunga battaglia legale per ottenere giustizia e sensibilizzare a un maggior impegno sul fronte della sicurezza stradale. Un impegno che i genitori di Marco non hanno abbandonato, ma prosegue indefessamente: Antonella e Daniele auspicano che altre persone possano cogliere il testimone e dare ulteriore impulso a una battaglia volta a salvare vite.

Sempre nella giornata di mercoledì, alle 18 nella chiesa di Tamara, si tenuta una messa in suffragio di Marco, officiata da monsignor Massimo Manservigi.

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